Vittime o carnefici? Focus sulla corruzione in Italia

20 gennaio 2015

Il ripetersi continuamente di casi di corruzione come Mani Pulite, la Cupola degli appalti di Expo 2015, Mafia Capitale genera la considerazione che l’Italia, ormai, è in una palude dalla quale è difficile uscire. La corruzione è

Un fenomeno che dilaga non solo fra le classi dirigenti politiche, ma anche nelle istituzioni e nel sistema economico e finanziario. La corruzione genera la sottocultura dell’ “arrangiarsi”, del pensare “a se stessi”, genera comportamenti collettivi e individuali che si basano essenzialmente sull’egoismo e sul rifiuto miope del “bene comune” quale valore universale e genera, in diverse parti della società, un atteggiamento di “tolleranza” nei confronti dei piccoli atti corruttivi” (Manifesto BAI). 

Il suo imperversare genera disperazione, la sensazione che sia impossibile cambiare e fa perdere le speranze.

Gli stessi dati statistici non sono affatto confortanti: l’Italia è al 69°posto nella classifica globale di percezione della corruzione, (Transparency International, «Corruption Perception Index», 2013) ed al 49°posto nel Global Competitiveness Index (World Economic Forum, 2014).

La corruzione incide sulla crescita del Paese, innesca ineguaglianze sociali, altera i mercati e l’economia. Si pensi a quante volte in Italia, assistiamo allo sperpero del denaro dei cittadini per la realizzazione di opere che non avranno nessuna utilità perché non necessarie o perché non ultimate a causa dell’incapacità dei progettisti, anziché vedere realizzati i necessari interventi di manutenzione e messa in sicurezza dell’esistente e per i quali basterebbero minori risorse finanziarie. Grandi opere per le quali sono occorsi ingenti capitali e fortemente volute da politici corrotti poiché su maggiori risorse hanno meglio occultato il prelievo di tangenti.

bai blog

Maggiore è la corruzione, maggiori sono le disuguaglianze sociali e più si è in presenza di una società bloccata dove va avanti non chi ha competenze, ma chi ha conoscenze con sufficiente influenza politica. Ed è per questo che la corruzione è la tomba della meritocrazia e l’essenza della cleptocrazia.

Il costo di tutto questo malaffare è pagato dai cittadini che sono sempre più bersaglio di politiche di austerità che a nulla sono servite e a nulla serviranno se non si tappa prima la falla della corruzione. E se i cittadini sono vittime innocenti della corruzione perché non reagiscono?!

In realtà, larga parte degli Italiani percepisce di viavere in un Paese diffusamente corrotto, ma crede di non esserne direttamente colpito.

Il fatto che in Italia ci sia una maggiore diffusione della corruzione non è dovuto solo alla presenza della malavita organizzata e a una giustizia che con la sua inefficienza spesso lascia impuniti corrotti e corruttori, ma anche alla presenza di politici di professione, che non sapendo fare altro, hanno bisogno di rimanere in politica e per farlo erogano “piaceri” grazie ai legami intrecciati con burocrati di lungo corso. Queste due categorie hanno tutto l’interesse a contribuire a una legislazione farraginosa e a una burocrazia inefficiente e ingarbugliata.

In una tale situazione, anche il cittadino “buono” a volte esercita la leva della corruzione: è disposto a pagare o chiedere il piacere per vedersi riconoscere i propri diritti.

competivitità

La corruzione capillare, diffusa in tantissimi aspetti della vita quotidiana ha creato adattamento tanto che, in fondo, si tende ad assolvere anche i casi più gravi di corruzione. Eppure l’Italia è un Paese capace di grandi imprese individuali e collettive.

Bisogna ad ogni costo riuscire a venire fuori dalla palude nella quale ci troviamo. Bisogna necessariamente azionare una vera lotta alla corruzione, risvegliando valori che sembrano ormai assopiti, anche per ridare speranza ai giovani.

La lotta alla corruzione deve passare per  un migliore funzionamento e maggiore trasparenza delle istituzioni, ma occorre anche un maggiore investimento in capitale umano per sensibilizzare i cittadini affinchè possano penalizzare i politici corrotti attraverso le elezioni e possano comprendere i vantaggi sia economici che sociali di un agire quotidiano esente da corruzione.

Occorre un’ alfabetizzazione alla cittadinanza e alla legalità.

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