Viaggio nell’Italia delle Comunità Ospitali

10 marzo 2016

Quanti di voi hanno mai sognato di fare un viaggio alla scoperta dell’Italia dei borghi e delle piccole realtà locali? Un viaggio che ti permette di entrare nei territori, non solo visitandoli e passando oltre, ma conoscendoli parlando con la gente, vivendo insieme a loro anche solo per pochi giorni. Questo è un tipo di viaggio fortemente esperienziale, che ti rimane impresso per sempre perché diventi tu il vero protagonista e non si tratta solamente di fare il turista, ma di fare il “cittadino temporaneo”.

Queste che abbiamo appena raccontato sembrano tutte cose semplici, basta programmarsi bene il viaggio che si desidera fare e poi lasciarsi guidare dalle relazioni che si intrecciano una volta arrivati. In realtà non è così semplice. La parola “ospitalità” sta assumendo un significato sempre più importante, l’Italia è conosciuta come il paese dell’ospitalità, ma nella pratica questo non è assolutamente vero. Tutti abbiamo, nei nostri viaggi passati o presenti, il ricordo di esperienze negative in cui l’ospitalità era solo un concetto lontano. Questo perché fare ospitalità non è per nulla scontato: serve coordinamento, programmazione delle attività, visione globale e locale, capacità di innovazione, desiderio di condividere, apertura mentale, sostenibilità, l’elenco potrebbe essere potenzialmente infinito. Per questo motivo la grande sfida del turismo italiano, perché diventi davvero, competitivo è sempre più orientata al concetto di ospitalità e inclusione.

Far sentire gli ospiti come “cittadini temporanei” è una priorità e lo conferma anche il progetto di “Matera 2019 Capitale Europea della Cultura”: l’inclusione dei turisti all’interno della comunità è la chiave per rendere ogni esperienza di viaggio indimenticabile.

In questo senso, le Comunità Ospitali rappresentano un viaggio alla scoperta dell’Italia delle piccole realtà e della gente che ama ospitare. Le Comunità Ospitali sono una rete di 40 Comuni italiani che hanno deciso di cogliere la sfida al volo: diventare destinazioni di turismo sostenibile e responsabile, attraverso l’inclusione dei “cittadini temporanei” nella comunità locale.

Un cerchio che si chiude toccando tutte le sfere della sostenibilità:

  • ambientale, perché le Comunità Ospitali incentivano, valorizzano e favoriscono la fruizione del territorio in modo naturale e slow;
  • sociale, perché sono comunità aperte allo scambio, inclusive, che si raccontano e desiderano condividere con i “cittadini temporanei” la cultura locale, le tradizioni e lo stile di vita;
  • economico, perché credono in un’economia sostenibile, un’economia green che è capace di contrastare lo spopolamento e far rivivere i territori.

Si tratta di comunità sparse in tutta Italia, anche molto diverse tra di loro ma che hanno capito l’importanza di fare rete.

Viaggiare nell’Italia delle Comunità Ospitali dei Borghi Autentici d’Italia significa quindi prepararsi a compiere un vero viaggio sensoriale, esperienziale, unico, che fa scoprire i diversi volti dell’Italia non puntando solo al fattore estetico di “bellezza del borgo”, ma alla sostanza della qualità della vita, del ritorno alle origini, di uno stile di vita appunto, più sostenibile.

Anastasia Fontanesi

Potrebbero interessarti