Da turista a cittadino temporaneo

16 giugno 2016

Ci sono viaggi e viaggi.

Ci sono viaggi fatti dai turisti e viaggi fatti dai cittadini temporanei e anche se a uno sguardo veloce sembrano la stessa cosa, guardando più attentamente non è difficile accorgersi che tra il viaggio del turista e il viaggio del cittadino temporaneo ci sono differenze grandissime. Che, anche se i viaggi si somigliano, sono proprio due cose diverse.

Il viaggio del turista è una vacanza. Il turista parte con le sue convinzioni, le sue giornate organizzate in cui vedrà paesaggi, architetture, arte. In cui magari assaggerà anche qualche prelibatezza della cucina tipica ma velocemente, pronto per ripartire, giusto il tempo di fare due foto, comprare un souvenir, e via, verso la prossima destinazione.

Il viaggio del cittadino temporaneo è un’esperienza. Il cittadino temporaneo parte con la mente aperta e gli occhi pronti all’incontro. Sceglie destinazioni che vanno al di là delle classiche mete del turismo di massa, piccoli borghi che hanno ancora il ritmo lento di una volta. E, quando ci arriva, non si limita a vedere, visitare, osservare: si lascia coinvolgere dalla vita del paese, chiacchiera, conosce chi da sempre ci vive e in quei giorni gli racconterà le usanze locali, le tradizioni, le leggende e le storie dei sapori e dei piatti tipici. Il cittadino temporaneo non attraversa il territorio come un estraneo, ma prova a viverlo, a coglierne la bellezza unica e, anche se solo per pochi giorni, si sentirà parte di quel luogo, concittadino di chi lo abita tutti i giorni. E quando ripartirà, non avrà solo ricordi, souvenir e cartoline, ma si porterà via un’esperienza che non potrà non raccontare, al ritorno, e ripensare, quando il viaggio sarà lontano.

Le comunità ospitali della Rete Borghi Autentici sono il posto perfetto dove regalarsi un viaggio come cittadino temporaneo. O per trasformare in cittadino temporaneo un turista: perché magari l’idea è di vedere tutto velocemente e ripartire, ma sarà difficile non lasciarsi coinvolgere dalla vita del posto, dall’accoglienza degli operatori locali e dei cittadini, dai ritmi che tendono a rallentare, farsi più “umani”, e allora diventa naturale fermarsi a chiacchierare nella piazza del paese, chiedere un’informazione che piano piano si trasforma in un racconto sul borgo e sulle sue origini, sedersi in una trattoria tipica e assaggiare prodotti che hanno una storia lunghissima fatta di tradizioni e usanze e curiosità che si intrecciano alla ricetta e finiscono per diventare tutt’uno con il piatto che il viaggiatore sta gustando.

A questo punto non resta che scegliere la propria meta… e partire!

Valeria Zangrandi

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