Il turismo sostenibile è in crescita in Italia

14 agosto 2017

Il 2017 è stato decretato ufficialmente l’Anno del turismo sostenibile e in Italia si stanno registrando dei dati estremamente positivi per quanto riguarda la crescita dei viaggi green. Lo ha confermato un recente studio condotto da Espresso Communication per ConLegno, un consorzio che si occupa di tutelare il patrimonio forestale e la biodiversità, favorendo l’impiego del legno. Il turismo sostenibile è in crescita in Italia, premiando l’attenzione al consumo di risorse, l’utilizzo di fonti rinnovabili o energia “verde”, l’alimentazione biologica e a km zero, la raccolta differenziata e la presenza di mezzi pubblici o forme di mobilità condivisa. Lo studio condotto mediante la tecnologia del Web Opinion Analysis ha coinvolto circa 1200 persone tra i 18 e i 65 anni attraverso il monitoraggio di social network, forum e community di riferimento. Inoltre è stato coinvolto un panel di 15 docenti universitari con l’obiettivo di indagare proprio il rapporto degli italiani con il turismo sostenibile e quali sono le ragioni principali del successo globale di questo approccio turistico.

Il turismo sostenibile è in crescita: i dati

Circa il 48% degli intervistati dichiara di premiare le scelte responsabili adottate da strutture e località turistiche. Gli italiani preferiscono le vacanze green, ma ci sono una serie di motivi che li spingono a fare questa scelta:

  1. una maggiore consapevolezza del proprio impatto sull’ambiente – circa il  62%;
  2. il desiderio di conoscere le tradizioni culturali ed enogastronomiche locali – circa il 53%;
  3. la volontà di entrare in contatto con la natura – circa il 52%
  4. dedicarsi al benessere psico-fisico personale praticando attività sportive – circa il 48%;
  5. contribuire al sostegno dell’economia e dello sviluppo locale – circa il 34%.

Dopo aver compreso quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a scegliere vacanze sostenibili, lo studio analizza anche quali sono i comportamenti messi in atto, che hanno contribuito alla crescita del turismo sostenibile in Italia:

  1. fare escursioni con guide locali per esplorare aree protette o borghi storici e conoscere le tradizioni locali – circa il 57%;
  2. acquistare e consumare prodotti locali a km zero – circa il 54%;
  3. prediligere i trasporti pubblici – circa il 55%;
  4. praticare attività sportive all’aria aperta come equitazione, ciclismo, canottaggio o lunghe passeggiate a piedi – circa il 47%;
  5. acquistare souvenir che valorizzino l’artigianato locale – circa il 43%;
  6. chiedere ospitalità ai proprietari di aziende agricole e realtà artigianali per imparare il mestiere ed evadere dalla routine quotidiana – circa il 27%.

Rispetto ad altri studi condotti precedentemente, emerge chiaramente il ruolo importante della natura e dell’enogastronomia tipica, che rimangono le risorse fondamentali per tutti i territori che desiderano sviluppare un’offerta basata sul turismo sostenibile, ma subentra anche al primo posto tra le pratiche degli italiani, l’esplorazione dei borghi storici con guide locali e il soggiorno presso le aziende agricole e artigianali per imparare il mestiere. Queste sono due delle esperienze che i viaggiatori possono fare nelle Comunità Ospitali di Borghi Autentici d’Italia, il cui obiettivo è quello di sviluppare in sede locale un modello di turismo sostenibile che porti ricchezza sul territorio, offrendo agli ospiti – cittadini temporanei, delle occasioni per vivere la comunità locale e il territorio.

Nonostante la crisi generale del settore turistico, quello sostenibile è in realtà in costante crescita confermando che non si tratta solo di una tendenza, ma di una vera e propria realtà. Questo è dato certamente dalla maggiore attenzione che i media e le Amministrazioni stanno ponendo verso la tematica della sostenibilità, ma anche grazie a un maggior interesse da parte dei viaggiatori nel comprendere la realtà locale, desiderosi di vivere esperienze uniche. Anche le star di Hollywood peraltro, si stanno avvicinando sempre di più a questo tipo di turismo.

L’identikit dell’ecoturista

Lo studio ha evidenziato anche l’identikit dell’ecoturista:

Si tratta di donne per il 56%, mentre gli uomini lo praticano in una percentuale minore pari al 40%. La maggior parte ha un titolo di studio medio-alto (71%) e un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (58%), mentre la percentuale scende al 52% tra i 31 e i 50 anni e al 34% tra gli over 50. Infine le principali città di provenienza sono Milano (57%), Roma (52%), Bologna (49%), Firenze (48%) e Torino (34%).

Ma come si può diventare un ecoturista? Ci sono alcuni accorgimenti a cui i viaggiatori devono fare attenzione e devono rispettare, per poter praticare il turismo sostenibile e gran parte dei punti evidenziati nello studio, si trova anche nella Carta dell’Ospitalità, sottoscritta dagli operatori turistici aderenti al progetto Comunità Ospitale:

  1. rispettare la raccolta differenziata del luogo nel quale si soggiorna;
  2. preferire ristoranti che presentino nel menù prodotti biologici del territorio;
  3. raggiungere, se possibile, le località di villeggiatura in treno o sfruttando il car sharing;
  4. acquistare prodotti a km zero direttamente dal produttore;
  5. prediligere le attività outdoor per entrare in diretto contatto con la natura praticando anche sport come trekking, ciclismo, equitazione e canottaggio;
  6. programmare escursioni in aree archeologiche e borghi storici per conoscere le tradizioni autoctone affidandosi a guide del posto;
  7. acquistare souvenir che valorizzino l’artigianato locale;
  8. chiedere ospitalità ai proprietari di aziende agricole e piccole realtà artigianali per calarsi nello spirito del luogo e imparare a svolgere piccole attività;
  9. alloggiare in strutture localizzate a distanza sostenibile dalle spiagge e dalle aree protette;
  10. soggiornare in agriturismi, campeggi o affittare una casa nell’entroterra generando una fonte di reddito per i locali e favorendo lo sviluppo sostenibile della zona.

 

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