Passione made in Italy, i turisti scelgono l’enogastronomia

14 dicembre 2017

L’enogastronomia made in Italy è una vera e propria passione: un turista su quattro non rinuncia a degustare i prodotti dei nostri territori. A confermarlo sono i dati di Unioncamere presentati in occasione della seconda tappa del Tour Coldiretti a Napoli con il workshop “Dal km 0 le emozioni del turismo”.

Secondo i dati dell’ente pubblico, l’enogastronomia si conferma come una delle principali attrattive in grado di motivare gli arrivi turistici in Italia. Il 25,9% dei visitatori che arrivano nel nostro Paese degusta vini e piatti made in Italy, il 18,7% acquista in loco prodotti tipici e/o artigianali del territorio, l’11,3% partecipa ad eventi enogastronomici. Ancor più nello specifico, l’1,6% dei turisti partecipa alle fasi di produzione in aziende dell’agroalimentare o dell’artigianato.

Il turismo enogastronomico guida la scelta della destinazione turistica. Dopo cultura e natura, chi viaggia decide la propria meta in base all’esperienza dei sapori. Come riporta Unioncamere, il 12,8% dei turisti è mosso da interessi enogastronomici, circa il 13,8% degli stranieri, in particolare per interessi connessi al vino (2,8%) alla pasta (0,9%), ai salumi (0,5%). Grande è la soddisfazione espressa dai turisti in arrivo da altri paesi per il livello qualitativo dei prodotti enogastronomici italiani, con la migliore valutazione tra i fattori di offerta: la media è di 8,2 su 10. Al secondo posto si classifica la ristorazione con una media di 8,1 su 10.

Un trend che rispecchia un’evoluzione anche dal punto di vista della risposta imprenditoriale, ancora in fase di espansione. L’offerta di proposte enogastronomiche di particolare pregio costituisce la prima linea di specializzazione delle imprese turistiche italiane, veicolata dal 25,4% delle strutture ricettive. La spesa giornaliera dei turisti vede il 56% dei vacanzieri in Italia che acquista prodotti enogastronomici tipici, per una spesa media di 16 euro a testa. Ma, rileva Unioncamere, risulta ancora ampio, tuttavia, il margine di sviluppo dei servizi che offrono un connubio tra agricoltura, enogastronomia e turismo. A detta delle stesse imprese, risultano carenti, sotto questo punto di vista, gli agriturismi (4%), i ristoranti (2,7%) e le pizzerie (2,4%), le enoteche (2%) e le forniture di specialità alimentari tipiche (0,1%).

I territori con il loro gran numero di tipicità enogastronomiche sono considerati, a pieno titolo, parte dell’offerta di turismo culturale del nostro paese; a sua volta, il turismo culturale svolge un ruolo di traino per il territorio e le sue produzioni, in un meccanismo virtuoso che – è il caso di sottolinearlo – non smette di autoalimentarsi. Il turismo culturale in Italia produce un valore aggiunto di 89,9 miliardi di euro e genera un’occupazione pari ad un totale di 1,495 milioni di occupati” conclude Unioncamere.

Dati che confermano l’importanza di questo settore turistico centrale per l’economia delle piccole e medie realtà come quelle rappresentate da Borghi Autentici. La relazione tra enogastronomia e turismo è infatti fondamentale per lo sviluppo e la crescita di quell’Italia minore fatta di paesini e tradizioni da valorizzare. Il 2018 sarà l’anno nazionale del cibo italiano indetto dal MiBact e l’Associazione Borghi Autentici lo celebrerà con il progetto speciale “Comunità del cibo buono e autentico” rivolto alle comunità ed ai territori dei Borghi Autentici. Un’occasione per focalizzare il tema del cibo e del saper fare locale quale risorsa e strumento per rinforzare una strategia integrata per lo sviluppo locale sostenibile.

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