Pubblicato il 14° rapporto sulla mobilità in Italia

26 aprile 2017
rapporto mobilità in italia

È stato di recente pubblicato il 14° rapporto sulla mobilità in Italia a cura di Isfort con il supporto di Asstra e Anav. L’Italia si conferma un Paese ancora poco propenso alla mobilità sostenibile e carente dal punto di vista delle infrastrutture pubbliche. Il documento evidenzia in maniera decisiva le tendenze della domanda solitamente poco analizzate dagli esperti di mobilità. Ecco quali sono i principali dati emersi dal rapporto:

  • 40 milioni – sono le ore che gli italiani hanno dedicato ogni giorno ai trasporti nel 2016;
  • negli ultimi 15 anni la domanda di mobilità in Italia è diminuita del 15%;
  • i mezzi di trasporto più ecologici (piedi, bus, bici) hanno un tendenza globale negativa, anche se nel 2016 hanno registrato un lieve aumento;
  • 235 – sono i chilometri di linee metropolitane distribuiti in 14 aree urbane nazionali, contro i 646 della Germania, i 672 del Regno Unito e i 601 della Spagna;
  • 8 milioni – è il numero degli spostamenti avvenuti nel 2016 con il car sharing per un totale di 60-70 milioni di km percorsi
  • 40.000 – è il numero degli spostamenti in mobilità condivisa che avviene ogni giorno in Italia

In sintesi, il mezzo preferito dagli italiani per gli spostamenti è l’auto il cui mercato infatti gode di ottima salute. I sistemi di trasporto pubblico sono nettamente insufficienti rispetto ad altri Paesi europei e la mobilità sostenibile, salvo un piccolo aumento nell’ultimo anno, non è ancora la priorità né degli italiani, né del Governo. Eppure la mobilità in Italia è un fattore di competitività decisivo che impatta in maniera importante anche sul turismo. Le cose potrebbero cambiare?

 

rapporto mobilità in italia

 

Il futuro della mobilità in Italia

Già nel corso del 2017 le cose potrebbero cambiare: il coordinatore della nuova struttura tecnica del ministero delle Infrastruture e dei Trasporti, Ennio Cascetta, afferma che una rete inadeguata di trasporto pubblico locale rappresenta per le famiglie italiane un extra costo rispetto alla media europea. Tasse, assicurazione, carburante e pedaggi infatti determinano un importante aumento dei costi per i proprietari di auto italiani. È stato addirittura calcolato che una famiglia italiana spende mediamente 1500 euro in più all’anno per la mobilità rispetto a una normale famiglia europea.

Occorre quindi ripensare una nuova rete di servizi pubblici di trasporto che possa concretamente migliorare la qualità di vita e la competitività sia nelle aree metropolitane, ma anche nelle zone extra urbane. L’obiettivo che pone il Documento Economia e Finanza 2017 è la connessione dell’Italia per ridisegnare la mappa delle priorità infrastrutturali del Paese al 2030.

Sono tre le classi della rete infrastrutturale nazionale che Cascetta ha identificato per l’implementazione del sistema di mobilità pubblica: gli interventi invarianti, gli interventi da sottoporre a project review e le opere selezionate in base agli strumenti previsti dal codice degli appalti.

Infine c’è la questione del rinnovo parco autobus che risulta decisamente più anziano rispetto alla media europea e in questo caso è stato previsto uno stanziamento di 3,7 miliardi di euro fino al 2033 per il rinnovarli.

 

rapporto mobilità in italia

 

La soluzione del Manifesto dei Borghi Autentici per la mobilità sostenibile

È importante ripensare anche a una nuova mobilità extra urbana che colleghi le aree rurali, come ad esempio quelle dei borghi, con i principali centri di interesse del territorio. Come afferma il Manifesto dei Borghi Autentici:

In molti casi la mancanza di un’offerta modale adeguata e una poco efficiente allocazione strategica all’interno della rete turistica provinciale, regionale e nazionale causa fenomeni d’esclusione del borgo dagli itinerari turistici provocando una progressiva diminuzione o una non crescita dei visitatori. Le dimensioni ridotte e la mancanza di grosse direttrici impongono la necessità di sviluppare una politica di mobilità dolce, condivisa dalla comunità locale, al fine di rendere il territorio accessibile a tutti gli utenti.

L’obiettivo della realizzazione di una mobilità dolce e sostenibile è realizzabile solo se si intraprende un percorso condiviso con la comunità, attuando nella fase preliminare un’analisi del territorio e andando ad agire sui punti di debolezza del sistema infrastrutturale, evitando in questo modo un dispendio inutile di risorse. Una delle soluzioni previste dal Manifesto BAI ad esempio è il percorso “Muoviamoci a sostenere il borgo” focalizzato sullo sviluppo di un piano locale per incentivare soluzioni di mobilità sostenibile compatibili con le caratteristiche del borgo attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. 

 

 

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