Lotta allo spreco alimentare: come può migliorare l’Europa?

13 febbraio 2017
lotta agli sprechi alimentari

Lo spreco alimentare è un problema consistente in gran parte dei Paesi europei, ma anche nel resto del mondo. Il cibo è un bene prezioso e la sua produzione richiede un notevole investimento in termini di materie prime, tempo e denaro. Per questo motivo la lotta allo spreco alimentare non può essere relegata solo ad azioni frammentate e saltuarie, ma deve diventare un’opportunità per l’Unione Europea per migliorare. Lo scorso 5 febbraio si è tenuta la giornata nazionale contro lo spreco alimentare, dedicata alla sensibilizzazione su questa tematica e alla diffusione dei dati relativi allo stato attuale dello spreco alimentare nel mondo. I dati indicano che attualmente a livello mondiale, circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano viene sprecato e questi dati sono destinati ad aumentare progressivamente con l’aumento della popolazione globale. Lo studio recente della Corte dei Conti “Lotta allo spreco di alimenti: un’opportunità per l’UE di migliorare, sotto il profilo delle risorse, l’efficienza della filiera alimentare”, ha evidenziato proprio questo problema, insieme alle difficoltà dell’UE nell’organizzazione di una strategia efficace per combattere lo spreco alimentare. Ora vediamo in dettaglio qual è la situazione della lotta allo spreco alimentare in Europa e quali sono le opportunità da sviluppare.

 

La situazione della lotta allo spreco alimentare in Europa

La Corte dei Conti ha effettuato un’analisi audit sul tema della lotta allo spreco alimentare in Europa, esaminando le azioni adottate finora e le modalità con cui i vari strumenti d’intervento dell’UE operano per ridurre tale spreco. È stata prestata particolare attenzione alle azioni di prevenzione e alle donazioni, che sono quelle preferite fra tutte nella lotta contro lo spreco alimentare.

L’analisi è partita da un quesito preciso:

L’UE contribuisce ad una filiera alimentare efficiente sotto il profilo delle risorse, per mezzo di un’efficace lotta allo spreco di cibo?

 

lotta agli sprechi alimentari

@slowfooditalia

 

A questa domanda si è cercato di rispondere andando ad analizzare diversi aspetti delle politiche, dei progetti e delle iniziative che l’UE ha messo in campo negli ultimi anni. La Corte dei Conti è stata quindi in grado di affermare che l’UE non sta contribuendo a creare una filiera alimentare efficiente, evidenziando quanto segue:

  • molti dei potenziali miglioramenti non richiedono nuove iniziative, né maggiori fondi pubblici, quanto piuttosto un miglior allineamento delle politiche esistenti, un miglior coordinamento e la chiara individuazione della riduzione dello spreco alimentare come obiettivo delle politiche;
  • nonostante la maggiore importanza dello spreco alimentare nell’agenda politica, l’ambizione della Commissione Europea è calata nel tempo. Le azioni intraprese sono state frammentate ed intermittenti, e manca un coordinamento centrale;
  • lo spreco di cibo è un problema presente lungo l’intera filiera alimentare e quindi gli interventi dovrebbero riguardare l’intera filiera. Inoltre manca un lavoro adeguato sulla prevenzione. Settori come l’agricoltura, la pesca e la sicurezza alimentare non sono valorizzati per svolgere il loro ruolo di prevenzione e lotta allo spreco alimentare;
  • i processi di donazione degli alimenti potrebbero essere semplificati, rimuovendo alcuni degli ostacoli esistenti, come ad esempio interpretazioni differenti di disposizioni giuridiche.

Nello studio sono state comunque individuate una serie di buone pratiche, ma la gran parte di queste, non è derivante da politiche coordinate o da una strategia messa in atto dall’UE, bensì da una serie di coincidenze che hanno permesso la riuscita di tali iniziative.

Alcuni esempi riportati nello studio riguardano il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) in Italia, con due progetti in particolare, che hanno raggiunto risultati positivi in termini di riduzione dello spreco alimentare:

  1. Il finanziamento di un silos per l’immagazzinamento di cereali, che ha drasticamente ridotto lo spreco di cereali dovuto a muffe e contaminazione operata da uccelli e roditori (da circa il 12 % allo 0,2 %);
  2. Il finanziamento di investimenti in una stalla per vacche da latte, ha comportato un maggiore benessere degli animali e migliori condizioni di igiene, che a loro volta hanno determinato una riduzione del numero di vacche affette da mastite e dell’ammontare di latte sprecato.

 

Come si può migliorare?

La Corte dei Conti, in seguito ai punti critici emersi dall’audit, indica in particolare tre raccomandazioni, per migliorare la lotta allo spreco alimentare.

Per prima cosa, la strategia dell’UE per combattere lo spreco alimentare dovrebbe essere potenziata e coordinata meglio, la Commissione dovrebbe partire dalle misure iniziali e sviluppare un piano d’azione per gli anni successivi.

In seguito, nel coordinare le varie politiche potenzialmente in grado di lottare contro lo spreco di cibo, la Commissione dovrebbe tener conto dello spreco di alimenti nelle proprie future valutazioni d’impatto e allineare le diverse politiche dell’UE che lo possono combattere.

Infine, è necessario facilitare la donazione di alimenti, che andrebbero altrimenti sprecati e in questo, la Commissione potrebbe utilmente chiarire l’interpretazione di disposizioni giuridiche che possono scoraggiare dette donazioni. La Commissione dovrebbe incoraggiare un’ulteriore sfruttamento delle possibilità di donazione esistenti e valutare come facilitare la donazione in altri settori d’intervento.

 

 

 

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