Consumo di suolo: i 20 casi italiani raccontati da Legambiente

19 maggio 2017
consumo di suolo

Il problema del consumo di suolo è un fenomeno globale che cresce parallelamente allo sviluppo dell’economia, in particolare nei Paesi più avanzati. Le campagne, i boschi, i terreni agricoli sono ogni anno sempre più minacciati dall’avanzamento delle attività umane. Le città si ampliano, le industrie aprono nuove sedi, i porti si allargano e così via fino a ridurre drasticamente la percentuale di suolo libero.

Si chiama proprio suolo libero il terreno che non è stato ancora interessato dall’urbanizzazione e in Italia la sua superficie si sta riducendo pesantemente. Non gioca a suo favore nemmeno l’abusivismo edilizio che è molto diffuso in particolare nelle regioni del Sud. Ogni anno in Europa spariscono circa 1000 kmq di suolo, pari alla dimensione di Roma e le Istituzioni, così come le Associazioni hanno iniziato a mobilitarsi per salvaguardare le terra, gli uomini, le piante e gli animali attraverso una serie di iniziative, tra cui la petizione #People4Soil, sostenuta da oltre 400 associazioni. La petizione chiede che il suolo venga riconosciuto come un patrimonio comune e che venga quindi protetto a livello europeo. Come patrimonio comune, il suolo garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici. In particolare è necessario instituire un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.

In Italia una delle Associazioni che si occupa in prima persona di monitorare e sensibilizzare verso la tematica del consumo di suolo è Legambiente, la quale ha recentemente pubblicato il dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi”.

 

consumo di suolo

 

La situazione del consumo di suolo in Italia

A maggio 2016 la Camera dei deputati ha approvato la legge sul contenimento del consumo di suolo, che da allora però è ferma al Senato. Per questo motivo è necessario urgentemente un riferimento normativo chiaro che ponga limiti alla trasformazione di nuovi suoli e spinga la rigenerazione urbana.

Nel dossier di Legambiente emergono chiaramente alcuni dati fondamentali per capire l’entità del consumo di suolo in Italia:

  • l’urbanizzazione del territorio ha impermeabilizzato o compromesso, fino al 2015, circa 2,11 milioni di ettari pari al 7% del territorio nazionale;
  • il dato pro capite è di 346 mq/abitante ed è in linea con la media degli altri paesi europei;
  • i territori maggiormente urbanizzati corrispondono al quadrante nord-ovest del Paese (8,6%), sebbene le dinamiche espansive più vivaci riguardino il nord-est e l’Italia centrale;
  • la Lombardia detiene il record nazionale di superfici urbanizzate, circa il 12,8% del territorio.

I casi di consumo di suolo

Il dossier racconta anche 20 casi di consumo di suolo sparsi tra tutte le regioni italiane, da nord a sud, per imparare dagli errori commessi in passato e migliorare con l’obiettivo di costruire un futuro più sostenibile.

In Abruzzo

  • Megalò , Megalò 2 e 3: uno dei più grandi centri commerciali d’Italia sorto sulla naturale cassa d’espansione del fiume Pescara vincolata a inedificabilità.

In Calabria

  • il progetto dell’isola ecologica Battaglina, il quale prevedeva la realizzazione all’interno di un bosco di una delle discariche più grandi d’Europa. Dopo anni di battaglia giudiziaria la discarica non si farà, ma sul terreno i 10 ettari di bosco sono stati sostituiti da un vasto cratere;
  • il caso dell’aeroporto di Scalea (CS) e della cementificazione delle coste;
  • il villaggio turistico di Capo Colonna che ha cementificato parte della costa crotonese.

In Emilia-Romagna

  • Ti-Bre, la strada Tirreno Brennero di cui sono iniziati i lavori, ma che con tutta probabilità non sarà completata e si interromperà nel Comune di Sissa-Trecasali, rimanendo solo una colata di cemento, nel cuore di un paesaggio agricolo;
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In Lombardia 

  • Il caso della Pedemontana lombarda, analogo alla Ti-Bre di cui al momento sono stati realizzati solo i primi due lotti per una ventina di km, comportando la più grande deforestazione mai compiuta in Lombardia dalla fine della seconda guerra mondiale;
  • tra Vigevano e Malpensa, una superstrada nei parchi;
  • da Broni a Mortara e da Cremona a Mantova: la propaganda di nuove autostrade nella ‘bassa’ con destinazione la Riviera Adriatica;

In Lazio 

  • A Roma Capitale il progetto dello stadio della Roma, coinvolto in polemiche e conflitti. Il progetto prevedeva una dimensione di 1 milione di metri cubi, mentre ora si è scesi a 600.000, ma questo non cambia il fatto che sia un progetto situato nell’area di Tor di Valle, un’ansa del Tevere che richiederebbe di essere dispensata sia da volumetrie che da opere di difesa idraulica, proprio per consentire al fiume di occupare all’occorrenza i suoi spazi.

In Sicilia 

  • Tra Punta Religione e Marina di Modica si sta costruendo un complesso turistico di 40mila metri quadrati di superficie con 3000 mq di edifici, su di un lembo di area costiera classificato come Sito di Interesse Comunitario, protetto dalla direttiva Habitat per la presenza di ambienti preziosi e vulnerabili.

Questi sono solo alcuni dei casi raccontati all’interno del dossier, il quale riporta anche alcune casistiche di successo: territori che hanno detto “no” al consumo di suolo, restituendo al terreno la propria funzione naturale.

 

I Borghi Autentici che hanno combattuto il consumo di suolo

Ci sono due case history anche all’interno della rete dei Borghi Autentici, per quanto riguarda la tematica del consumo di suolo: primo tra tutti Melpignano con il patto Città-Campagna che intende lavorare sul recupero delle aree rurali abbandonate o non correttamente utilizzate, assicurando un uso sociale di intere porzioni di territorio sia per il ritorno alle coltivazioni a km 0 sia per facilitare nuove attività economiche sostenibili. Il patto ha come obiettivo il recupero di tali aree e il loro sviluppo in ottica di turismo responsabile, per contrastare in questo modo il consumo di suolo.

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@Bitetto

Un altro caso di contrasto al consumo di suolo è quello dell’area naturalistico-sportiva del Comune di Bitetto, sempre in Puglia. Il Sindaco Fiorenza Pascazio ci ha raccontato in occasione della fiera Fa’ la Cosa Giusta di come la sua Amministrazione abbia avviato un processo inverso rispetto a quanto fatto negli precedenti. Se fino ad ora sono stati spese ingenti quantità di denaro pubblico per non ottenere nulla, se non la costruzione di strutture inutilizzate, l’attuale Amministrazione ha avviato invece un percorso partecipato con la comunità locale e con il supporto di esperti dell’Università di Bari per definire le nuove finalità di tale area, rendendola nei prossimi anni fruibile ai residenti e ai turisti del territorio.

 

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