Città italiane per lo sviluppo sostenibile: il nuovo Manifesto

12 aprile 2017
città italiane per lo sviluppo sostenibile

Quali sono i passi necessari per disegnare le città del futuro? Ma soprattutto quali caratteristiche devono avere queste città? A queste domande la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha cercato di rispondere attraverso il Manifesto in 7 punti, realizzato in occasione degli Stati Generali della Green Economy 2017 (7-8 novembre – Riminifiera). Architettura e urbanistica sono state identificate come le grandi protagoniste del percorso delle città italiane per lo sviluppo sostenibile, entrambe in grado di sviluppare la green economy a livello urbano. Le città saranno quindi le protagoniste delle prossima sfida mondiale per un futuro più sostenibile, perché proprio nei nuclei urbani vive il 50% della popolazione mondiale e si concentra anche il 70% delle emissioni di gas serra. Sono diverse le città internazionali che hanno iniziato a percorrere la strada della green economy, l’Italia invece si trova ancora in una fase di stallo e da questa situazione è nata proprio l’esigenza di creare il manifesto Città Futura che percorre in 7 punti l’evoluzione delle città italiane per lo sviluppo sostenibile.

città italiane per lo sviluppo sostenibile

 

La situazione green economy a livello europeo

Sono numerose le città a livello europeo che si sono già mobilitate per avviare politiche e strategie legate alla green economy:

  • Copenhagen ad esempio già nel 2009 aveva fissato l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2015;
  • Amburgo ha pianificato una rete ciclo-pedonale alla quale sarà riservata la circolazione nel 40% della città entro il 2035;
  • negli Stati Uniti 25 città riunite nel Sierra Club hanno adottato un programma per arrivare a consumare solo energia rinnovabile, puntando a raggiungere l’adesione complessiva di 100 città;
  • il “Programme National de Rénovation Urbaine” della Francia ha attivato la rigenerazione di 530 quartieri in tutta la Francia, con circa 4 milioni di abitanti.

Il manifesto La Città Futura

Sono sette i punti individuati dal manifesto della green economy per l’architettura e l’urbanistica, integrando temi come la qualità ecologica, sociale ed economica. Il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile afferma che

questo importante documento vuole aprire un’interlocuzione con l’architettura e con l’urbanistica, come chiave per il rilancio del protagonismo delle città italiane. Tale interlocuzione, infatti, non solo arricchisce la cultura, la vision, le scelte e l’impostazione della progettazione architettonica e della pianificazione urbanistica, ma può diventare anche un traino formidabile per lo sviluppo di una green economy nelle città.

città italiane per lo sviluppo sostenibile

 

Alla redazione del documento strategico delle città italiane per lo sviluppo sostenibile, hanno collaborato anche noti architetti come Richard Meier, Richard Rogers, Thomas Herzog, Ken Yeang, Paolo Desideri, Luca Zevi, Francesca Sartogo, Albert Dubler come Presidente dell’International Union of Architects, Georgi Stoilov in qualità di Presidente dell’International Academy of Architecture, e l’intera Fondazione di Architettura Australiana. Ecco in sintesi i punti del manifesto:

  1. puntare sulla green economy per affrontare le sfide delle città – la green economy rappresenta quindi una scelta di fondo, capace di trasformare le situazioni di crisi in nuove opportunità;
  2. affrontare la sfida climatica con misure di adattamento e di mitigazione centrate sulla riqualificazione bioclimatica ed energetica – attraverso sistemi di controllo intelligente domotico-telematico e di building management si può arrivare a una notevole diminuzione dei consumi;
  3. fare della tutela del capitale naturale e della qualità ecologica dei sistemi urbani le chiavi del rilancio dell’architettura e dell’urbanistica – in questo senso è fondamentale controllare la crescita delle città e contrastare il degrado investendo nel capitale naturale;
  4. tutelare e incrementare il capitale culturale, la qualità e la bellezza delle città – la cura, la pulizia, il decoro degli spazi urbani e del patrimonio culturale devono essere le parole chiave delle città del futuro. Oltre a questo, i futuri interventi sul patrimonio edilizio esistente dovranno evitare gli errori del passato ed essere accompagnati da attenti programmi di riqualificazione urbanistica e architettonica;
  5. promuovere la rigenerazione urbana e la riqualificazione del patrimonio esistente – la rigenerazione urbana è un efficace strumento di conversione ecologica delle città, ma non si deve limitare al solo riutilizzo e al riciclo dei “rottami” urbani. Deve piuttosto essere accompagnata dal blocco del consumo di nuovo suolo non urbanizzato;
  6. qualificare gli edifici pubblici con progetti innovativi e con la diffusione dell’approccio del ciclo di vita – si parla di GPP, Green Public Procurement e di CAM, Criteri Minimi Ambientali come elemento fondamentale degli appalti pubblici che va sempre più rinforzato. La qualificazione ambientale di edifici pubblici, esistenti o nuovi, dovrebbe essere utilizzata per realizzare progetti basati sull’approccio del ciclo di vita (life cycle thinking), fortemente innovativi;
  7. progettare un futuro desiderabile per le città – l’integrazione fra qualità ecologica, sociale ed economica delinea l’unica via possibile per un futuro sostenibile. La pianificazione e la progettazione devono prestare la massima attenzione a questo intreccio, decisivo per il futuro delle città.

Il manifesto è aperto a tutti coloro che vogliono sostenere il movimento delle città italiane per lo sviluppo sostenibile ed è possibile sottoscriverlo sul sito degli Stati Generali

 

 

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