Bitetto e i suoi progetti sull’ambiente, sulla sostenibilità e sul turismo

31 marzo 2017
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In seguito all’esperienza di Biccari nella raccolta differenziata e nel progetto di cooperativa di comunità, scopriamo il borgo autentico di Bitetto, situato nella città metropolitana di Bari, insieme al suo Sindaco Fiorenza Pascazio. Bitetto è un Comune di circa 12mila abitanti, che ha partecipato alla fiera Fa’ la Cosa Giusta in qualità di ambasciatore dei Borghi Autentici. Oltre a questo, fa anche parte del progetto “Cuore della Puglia”, che unisce circa 40 Comuni dell’entroterra pugliese, impegnati in progetti virtuosi nel settore agroalimentare, turistico e culturale con l’obiettivo di rilanciare il territorio. Al Sindaco di Bitetto abbiamo quindi chiesto che cosa li avesse spinti a diventare ambasciatori dei Borghi Autentici, in occasione di un evento di portata nazionale, come Fa’ la Cosa Giusta?

Proverò a spiegarlo in poche parole: noi cerchiamo ogni giorno di fare la cosa giusta. Il nostro impegno quotidiano come Amministratori, ci ha consentito di ottenere i primi risultati anche se il mio mandato è iniziato da soli 7 mesi, quando invece nei 20 anni precedenti, nessuno aveva nemmeno provato a impegnarsi in questa direzione. Partecipare a questo evento significa provare a portare la testimonianza di ciò che ogni giorno cerchiamo di fare. Strategicamente ogni Amministratore deve conoscere il proprio territorio, la propria comunità, quali sono i punti di forza e provare ad agire su quelli.

 

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Il territorio di Bitetto ha numerose risorse locali: natura, enogastronomia e produzioni locali sono solo alcuni esempi. In pratica, come mettete a sistema tutto questo, valorizzandolo per far diventare il vostro territorio una destinazione accogliente?

Il nostro territorio ha numerose potenzialità a livello naturalistico, produttivo e turistico e non abbiamo altra scelta che puntare su questo. Stiamo quindi provando a lanciare la nostra eccellenza nella produzione: insieme a un ottimo olio extravergine di oliva, abbiamo anche una cultivar autoctona d’eccellenza, l’oliva Termite di Bitetto. Dopo tanti anni stiamo cercando prima di tutelarla e in seguito di valorizzarla insieme all’Università di Bari. Crediamo che la vocazione agricola del territorio debba essere il motore di sviluppo della comunità.

 

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Per quanto riguarda invece la tutela e la valorizzazione del paesaggio, che progetti state portando avanti?

A Bitetto abbiamo un grande sistema di parchi, in particolare uno di questi ricopre circa 40 ettari ed è il triste esempio di una mancanza di visione strategica a monte degli Amministratori, la quale ha comportato un dispendio enorme di energie. Nel 1996 questo grande parco, anche ex cava, è stato fatto oggetto di un tentativo di rigenerazione urbana con fondi CIPE. Dal ’96 al 2001 sono stati spesi 22 miliardi di lire, ma il parco non è stato aperto nemmeno un solo giorno. Da allora rimane un’altissima aspettativa da parte di Bitetto e dei paesi vicini, ogni tentativo successivo fallisce. Noi abbiamo provato a fare la cosa giusta: abbiamo ribaltato il tutto, non ci siamo accontentati dei singoli approcci delle imprese private di carattere edile. Abbiamo invece costruito con una riflessione durata più di un anno con urbanisti e paesaggisti, facendo diventare il parco un caso di studio. Grazie a questa profonda riflessione abbiamo definito quello che è l’orizzonte dell’interesse collettivo: la vocazione di quel posto è fondamentalmente naturalistico-sportiva, in passato era infatti un eccellente ippodromo nazionale. Inoltre abbiamo capito che questa di certo non poteva essere solo un’operazione comunale, data la sua dimensione. Dopo di che siamo passati alla definizione del partenariato pubblico – pubblico con la sottoscrizione di un accordo di programma con Regione, Città Metropolitana e Agenzia del Demanio. Infine, stiamo avviando un dialogo con grandi realtà sportive che utilizzeranno la struttura e che sono interessate a investire sul posto, facendolo diventare un grande centro sportivo con caratteristiche ambientali. 

In questo modo, l’Amminstrazione di Bitetto riuscirebbe a creare un’importante spinta per l’economia del territorio, rispettando la sua vocazione originale, senza però sottrarlo alla comunità che potrà comunque fruirne per passeggiate ed escursioni nella natura.

Qual è l’importanza della vostra partecipazione come ambasciatori dei Borghi Autentici in questo evento?

La fiera ha diverse declinazioni con un pubblico molto variegato, il nostro obiettivo deve essere quello di far capire che Borghi Autentici non è una targa fuori dai Comuni, ma è un modo di intendere il proprio impegno amministrativo e un modo per riportare finalmente al centro i cittadini, le comunità, i territori, facendo qualcosa di più giusto rispetto a quanto non sia già stato fatto in passato. Ci auguriamo di riuscire a trasmettere, anche con le nostre singole esperienze, il significato di essere autentico.

Ringraziamo il Sindaco di Bitetto, Fiorenza Pascazio, per averci raccontato che cosa significa per un Comune essere autentico.  

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