Acquisti sostenibili della pubblica amministrazione: i Comuni sono green?

3 febbraio 2017
acquisti sostenibili pubblica amministrazione

La notizia di pochi giorni fa del nuovo decreto a firma del Ministro Galletti, introduce nuove importanti novità nel mondo degli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione, chiamati anche GPP (Green Public Procurement). Il decreto aggiorna i CAM (Criteri Minimi Ambientali), introducendo l’edilizia, gli arredi interni, i materiali tessili, ma anche la dimensione sociale contro lo sfruttamento nel lavoro. Perché è stato necessario questo aggiornamento?

La prima risposta è sicuramente l’apporto sul mercato dell’innovazione tecnica e commerciale, in seguito anche alla nuova disciplina sugli appalti pubblici. Lo stesso Ministro dichiara:

Vogliamo in questo modo rendere il settore pubblico sempre più sostenibile ed efficiente sotto il profilo energetico, oltre che pienamente protagonista della sfida dell’economia circolare. I Criteri Ambientali Minimi sono una parte essenziale del nuovo Codice degli Appalti, assicurando nei documenti progettuali e di gara un risparmio economico per le casse dello Stato ed insieme un costo ambientale ridotto.

Tutti i Comuni quindi sono chiamati a rispettare i nuovi Criteri Minimi Ambientali sia in materia di salvaguardia dell’ambiente, sia in materia di sostenibilità economica, sia della dimensione sociale dei lavoratori che producono quegli stessi prodotti.

Ora però vediamo un po’ più in dettaglio, che cosa sono gli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione e quali sono i loro obiettivi.

Il GPP è definito dall’Unione Europea come:

l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.

Si tratta di un vero e proprio strumento politico ambientale che favorisce lo sviluppo del mercato green. Gli obiettivi principali degli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione si possono riassumente in questi punti:

  • riduzione degli impatti ambientali;
  • tutela della competitività;
  • stimolo all’innovazione;
  • razionalizzazione della spesa pubblica;
  • integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche dell’Ente;
  • miglioramento dell’immagine della Pubblica Amministrazione;
  • diffusione di modelli di consumo e di acquisto sostenibili;
  • accrescimento delle competenze degli acquirenti pubblici;
  • miglioramento della competitività delle imprese.

In Italia in particolare, all’interno della politica del Green Public Procurement, abbiamo come riferimento a livello nazionale i Criteri Ambientali Minimi.

 

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@lastampa.it

 

 

I Comuni italiani acquistano verde?

Per capire se i Comuni italiani sono smart e rispettano i CAM negli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione, è necessario analizzare il recente studio pubblicato dall’ISTAT: ambiente urbano: gestione eco sostenibile e smartness.

Lo studio analizza 8 tematiche: acqua, aria, eco-management, energia, mobilità, rifiuti, rumore e verde urbano, raggruppandole in sei dimensioni di analisi, per definire l’orientamento delle Amministrazioni alla gestione sostenibile e alla smartness. Da questo studio emerge che anche gli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione sono parametri fondamentali per definire la propensione dei Comuni a un approccio smart.

Lo studio conferma una tendenza positiva dei Comuni che in misura sempre maggiore, applicano forme di gestione sostenibile delle proprie strutture e dei processi amministrativi. I dati confrontano i risultati del 2014 con quelli del 2015, eccone alcuni di riferimento:

  • nell’approvvigionamento di carta da cancelleria hanno applicato almeno un CAM 80 Comuni capoluogo;
  • in 37 città, fra cui Torino, Genova, Milano, Verona, Padova, Trieste, Bologna e Firenze tutti gli acquisti di carta rispondono ai CAM;
  • fra le 81 città che hanno effettuato acquisti per servizi energetici, ad esempio illuminazione di strade ed edifici e condizionamento, 46 hanno applicato almeno un CAM, incluse Torino, Roma, Napoli, Taranto, Palermo e Cagliari;
  • tra gli 85 capoluoghi che hanno effettuato acquisti per servizi di ristorazione, ad esempio mense e forniture alimentari, 63 hanno applicato almeno un CAM. In particolare 35 città hanno acquistato alimenti biologici certificati destinati alle mense scolastiche comunali;
  • sulle 34 città che hanno effettuato acquisti di mezzi di trasporto come autoveicoli, autobus e veicoli commerciali, 27 hanno applicato almeno un CAM;
  • sui 40 Comuni che hanno effettuato acquisti per la gestione dei rifiuti urbani 23 hanno applicato almeno un CAM, inclusi Torino, Venezia, Padova, Napoli, Taranto e Reggio di Calabria;
  • quasi la totalità delle amministrazioni raccoglie in forma differenziata carta e toner, l’87% la plastica, quasi il 64% i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, il 60% pile e batterie e circa il 40% vetro e metalli.

I dati confermano quindi una tendenza positiva e un’attenzione sempre maggiore anche dei grandi Comuni verso le tematiche green, in particolare verso la raccolta differenziata. L’impegno delle Amministrazioni per costruire un futuro migliore deve partire anche dalle piccole cose, come appunto l’acquisto di carta, alimenti, mezzi di trasporto ed energia.

 

 

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