Made in Italy e tipicità, la forza dei piccoli comuni

13 gennaio 2018
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C’è un’Italia che sfida la crisi puntando sulla propria identità, che compete e si afferma senza perdere la propria anima. E’ l’Italia dei piccoli comuni e delle tipicità che emerge nel rapporto Symbola Coldiretti presentato in occasione dell’apertura dell’Anno nazionale del cibo italiano nel mondo.

L’Italia è conosciuta nel mondo anche per il suo straordinario patrimonio enogastronomico che ne fa il paese in Europa con il più alto numero di produzioni certificate. Molti non sanno però che il 92% dei prodotti di origine protetta (Dop, e di Indicazione di origine protetta, Igp) e il 79% dei vini italiani più pregiati viene prodotto nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. Un vero e proprio patrimonio enogastronomico custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge Realacci-Borghi sui piccoli comuni approvata di recente dal Parlamento.

La legge sui piccoli comuni è stata un’importante conquista – ha detto l’on. Enrico Borghi, presidente Uncem intervenendo ai lavori di presentazione – adesso dobbiamo accompagnarla nella sua piena realizzazione, insieme ai territori e alle comunità (..) Da questi territori – ha proseguito il presidente Uncem – può nascere l’Italia di domani ed è questo il significato della fascia tricolore che abbiamo sulla spalla. Siamo un pezzo essenziale dell’identità del nostro Paese e con questa legge lo Stato torna a farsi garante dei diritti di cittadinanza di questi territori e a proporre un altro modello, un’alternativa tra la tecnocrazia basata sui numeri e la logica della chiusura. Con una parola, la via italiana alla coesione territoriale e alla identità”.”.

Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei piccoli comuni dipendono molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi – ha aggiunto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo sottolineando – la nuova legge rappresenta il riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale della provincia italiana che si apre con bellezza e orgoglio al turismo nell’anno dedicato al cibo italiano nel mondo.”

“I piccoli comuni – ha affermato il presidente di Symbola, Ermete Realacci non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi.  Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale. Possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza cancellare la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia.”

I dati: Secondo l’analisi Coldiretti/Symbola, il Piemonte è la regione con il maggior numero di piccoli comuni (1067) seguito dalla Lombardia (1055) e dalla Campania (338) ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%). Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea hanno a che fare con i piccoli comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279 mila imprese agricole presenti nei piccoli comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

Un’ultima curiosità: il Piemonte custodisce un patrimonio di 23 specialità enogastronomiche Dop e Igp di cui due, in particolare, nascono esclusivamente in realtà locali, montane, con meno di cinquemila abitanti: il formaggio Dop Castelmagno e la Robiola di Roccaverano. Un tesoro prezioso che garantisce occupazione e gettito economico, oltre che sociale.

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