Giorno della Memoria, l’eredità del ricordo per le comunità

24 gennaio 2018
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Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria. La ricorrenza, istituita dalla Repubblica Italiana con la legge n.211 del 20 luglio 2000, commemora le vittime della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. Sono passati 73 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz e oggi, più che mai, questa triste pagina di storia, viene ricordata anche in Italia. Proprio quest’anno, ricorre l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali nel nostro Paese, ma la commemorazione delle vittime dell’Olocausto non ha confini. Nel 2005, la risoluzione Onu, ne ha stabilito la celebrazione a livello internazionale in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi tra la fine degli anni ’30 e il 1945.

Il Giorno della Memoria non è solo una data commemorativa. E’ un vero momento di riflessione per la società intera che coinvolge grandi città e piccole comunità. Saluzzo, Borgo Autentico in provincia di Cuneo, vive profondamente questa ricorrenza. Il Comune piemontese celebra infatti ogni anno questa Giornata nella Sinagoga cittadina e poi al Cimitero israelitico in onore dei 29 saluzzesi ebrei deportati nei campi di concentramento, compreso quello più vicino a Borgo San Dalmazzo.

Questa ricorrenza è molto sentita dalla nostra comunità – spiega Roberto Pignatta, Vicepresidente dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia e Assessore alla Cultura del Comune di Saluzzo – verso la fine del 1938, risiedevano a Saluzzo 45 ebrei, 29 vennero deportati e uccisi. Se ne salvarono pochissimi e questo fatto rimane un segno indelebile nella storia di questa città. Quest’anno, anticiperemo la celebrazione della Giornata della Memoria a venerdì 26 e non sabato 27, giorno dello Shabbat, festa del riposo, come forma di rispetto alla religione ebraica”.

Così come in tutta Italia, in queste settimane, anche a Saluzzo sono state organizzate diverse attività culturali che hanno coinvolto le scuole per trasmettere un messaggio di consapevolezza alle nuove generazioni. Il ruolo delle comunità resta fondamentale nel ricordo del passato e per il futuro.

Bisogna fare in modo che questo esercizio di memoria non sia solo un atto formale nei confronti di una tragedia immensa – prosegue Pignatta – ma deve essere una testimonianza, un presa di coscienza, un discorso immerso nell’oggi. Si parla spesso dell’importanza dell’identità anche dei borghi, ma questo deve essere un punto di partenza e di apertura verso il prossimo. Dobbiamo fare delle nostre tradizioni una moneta di scambio per chi viene da noi altrimenti si creano muri e barriere. Nel mare dell’indifferenza, possono trovare terreno fertile i piani più criminali, così come avvenuto in passato. Allora, il Giorno della Memoria, ci deve far riflettere dal punto di vista politico, culturale e sociale per affrontare i temi di un presente che ci interroga profondamente”.

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