Ripartire dai cittadini per una nuova Europa

4 aprile 2017
ripartire dai cittadini per una nuova europa

È possibile ripartire dai cittadini per una nuova Europa?

Il Manifesto dei Borghi Autentici spiega in modo approfondito come questa non sia solo una possibilità, ma sia l’unica possibilità per costruire un futuro più sostenibile per le successive generazioni. Il capitale sociale e relazionale è una risorsa per lo sviluppo ed è necessario tornare a parlare del terzo settore dell’economia: l’economia della felicità, che parte dal sistema specifico dei valori e delle risorse locali per formulare risposte nuove ai bisogni e ai desideri della collettività, inseparabilmente collegate al paradigma dello sviluppo sostenibile. L’obiettivo è chiaro: riuscire a progettare e realizzare un percorso che raggiunga il benessere della collettività, non basato solamente sulla crescita economica, ma anche su valori come la felicità, le relazioni sociali, la solidarietà, l’equilibrio mentale e fisico, la sicurezza, l’inclusione sociale, la cultura, la tutela dell’ambiente, la qualità di vita e la bellezza del paesaggio.

Alla domanda se sia possibile quindi ripartire dai cittadini per costruire una nuova Europa, hanno cercato di rispondere anche le istituzioni, in occasione del convegno che si è tenuto lo scorso 24 marzo a Roma, presso la sede dell’AICCRE, in occasione delle celebrazioni dei 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma. La Vice Presidente della Commissione Europea, Federica Mogherini, è intervenuta nel dibattito affermando:

L’Unione Europea ci ha portato in un posto migliore di quello in cui sono cresciuti i nostri padri e i nostri nonni. E c’è il rischio di perdere tutto questo. Abbiamo bisogno della saggezza, del senso di responsabilità e del pragmatismo degli amministratori locali per costruire il futuro dell’Unione europea. Siamo di fronte a un momento particolarmente importante della nostra storia. Abbiamo l’occasione di renderci conto di quello che rischiamo di perdere se non ci prendiamo cura di quello che abbiamo costruito. L’Unione europeaoggi è indispensabile. Per i nostri genitori era il sogno della pace. Per la mia generazione era il lusso della mobilità, dell’euro, dell’identità europea. Oggi è indispensabile per fare fronte a un mondo sempre più complicato dinanzi al quale ognuno è più debole e perso. L’Unione europea non è perdita di sovranità, è l’unico modo di riconquistarla nel mondo di oggi.

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@libre.life

Il senso di appartenenza dei cittadini ad una comunità europea deve essere il valore su cui costruire il futuro dell’Europa, impresa ancora oggi realizzata in modo molto limitato dalle istituzioni. Ma come si può costruire il senso di appartenenza ad una comunità europea? Questa è la domanda che si devono porre non solo le istituzioni europee, ma anche quelle nazionali e quelle locali. Sicuramente, ripartire dai cittadini è l’obiettivo fondamentale che ci si deve porre, senza il quale non ci potrà essere senso di comunità: la riflessione e l’impegno deve venire da tutti i territori, partendo proprio dagli Enti locali.

Bando “Diventare cittadini europei”

In questo ambito è stato di recente pubblicato un bando destinato agli studenti di tutte le regioni d’Italia, chiamato “Diventare cittadini europei”, con scadenza il 14 aprile 2017.. Il bando, promosso dall’AICCRE, ha i seguenti obiettivi:

  1. invitare gli studenti a riflettere sulle azioni dalle istituzioni europee, che influiscono sulla vita dei cittadini e in particolare modo sui giovani;
  2. sollecitare i giovani ad approfondire il passato, l’attualità e il futuro del processo d’integrazione dell’Europa e a riscoprirla, in maniera critica e propositiva, come risposta ai loro bisogni e alle loro aspettative;
  3. facilitare la creazione di una rete virtuale di scuole e di studenti allo scopo di contribuire allo sviluppo di una coscienza europea collettiva.

Per partecipare gli studenti dovranno realizzare spot video e audio o presentazioni sui seguenti temi:

  1. Nel 2017 saranno passati sessanta anni dalla firma dei Trattati di Roma, principale punto di partenza del processo di integrazione europea, come progetto innovativo di pace e benessere. Quali tra i valori propugnati dai protagonisti di allora mantengono ancora oggi una validità tale da dover essere difesi e rilanciati?
  2. Come immaginate l’Europa e il mondo tra sessanta anni? Quali saranno le maggiori sfide da affrontare, quali i cambiamenti attesi e quale il ruolo dei giovani cittadini affinché diventino loro stessi portatori di ideali e proposte in grado di influire positivamente sugli sviluppi del futuro scenario geopolitico internazionale?
  3. Quale può essere il ruolo delle comunità locali e regionali in un’unione costruita secondo un modello federale? Quali esempi concreti possono essere presentati al grande pubblico per testimoniare il ruolo europeo della tua città o della tua regione?

Si tratta di un’ottima opportunità per iniziare a sviluppare quel senso di comunità fondamentale per garantire un futuro all’Europa. E tu, in che modo pensi che sia possibile costruire il senso di comunità per l’Unione Europea? Scrivilo nei commenti!

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