Scontrone, secondo noi la donna

3 marzo 2016

Nel Museo del Borgo Autentico di Scontrone, “La Casa di Jadeva”, dal nome della donna che in passato ne animò le mura, una vecchia foto in bianco e nero ha sempre destato la mia curiosità. La foto ritrae le donne del paese mentre in processione, fiere, portano le statue dei Santi Patroni Giovanni e Paolo, celebrati ogni anno il 26 ed il 27 giugno. Oggi sono gli uomini a portare le statue e  le donnecontinuano a rivestire un ruolo fondamentale all’interno della comunità scontronese, sia nei contesti privati che in quelli pubblici.

Al centro del borgo autentico l’attenzione per l’universo femminile si esprime nel Museo Internazionale della Donna nell’Arte, unico esempio di mostra permanente di opere tutte al femminile, opere di circa quaranta artiste provenienti da tutto il mondo che nel tempo hanno lasciato, proprio a Scontrone, la loro testimonianza.

Inoltre, le donne in paese sono impegnate anche politicamente. Attualmente l’amministrazione è guidata infatti da un Sindaco donna e da due giovani amministratrici: l’impegno politico ha permesso loro di lavorare per la comunità e per questo di avvicinarsi alle reali necessità delle persone. Le stesse amministratrici, lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata Nazionale contro la violenza sulle donne, hanno deciso di condividere le loro esperienze con un evento pensato nel segno di un fattivo spirito di collaborazione, per alimentare la consapevolezza che le donne sono una risorsa preziosa per il Paese; lo sono e come tali vanno valorizzate. Per farlo hanno scelto l’arte, capace di stimolare una riflessione su un tema di così importante rilevanza sociale. Presso il Centro Sociale di Villa Scontrone, che già negli anni passati ha ospitato eventi e iniziative dedicate alle donne, si è ribadito l’impegno a favore delle donne e si è condannato ogni atto o gesto ostile, in particolare verso chi è in una condizione di debolezza. L’iniziativa ha sottolineato il ruolo che le amministrazioni locali possono avere nel processo di affermazione di una cultura che sappia stigmatizzare la violenza contro le donne, ne aumenti la protezione sociale e ne promuova il ruolo di protagoniste nella società. Un piccolo progetto pubblico di arte contemporanea realizzato da due giovani artisti abruzzesi ha ricordato una donna della comunità, Angela, che è stata un esempio di grande tenacia, impegno civile e generosità. E che scriveva così:

La donna scontronese è la donna forte ed operosa che non recede dinanzi alle difficoltà del presente, ma le fronteggia con una sicurezza discreta senza vanità e senza sforzo. Solerte massaia rapita nella calma del proprio lavoro. Dotata di pudore e di compassionevole tenerezza . Ricco di concretezza e di energia e di così salda indipendenza che ben ne trattiene il modello della donna moderna. Nata dal grembo dell’antica donna abruzzese , questa donna coraggiosa ed industre, sopporta senza lacrime qualunque dolore ed è segretamente orgogliosissima anche se il suo animo potrà essere ferito da mille cicatrici, resterà sempre gonfio della dignità che la riempie fin nelle viscere. Sarà così nel domani del suo domani fino all’ultimo dei suoi giorni.

Quella di Angela è una meravigliosa poesia, nell’articolo voglio farla mia e dedicarla a tutte le donne, in particolare a quelle che soffrono e gridano nel silenzio.

Erika Iacobucci

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