Saluzzo Migrante, un esempio di impegno condiviso per i cittadini stagionali

11 febbraio 2016

Non sono solo i contesti cittadini a cambiare pelle, a vivere in questi anni un mutamento che vede protagonisti i nuovi cittadini, ma anche i centri di medie e piccole dimensioni stanno attraversando un processo che sempre di più vede le comunità locali diventare nuova casa per persone che arrivano da lontano, culture e lingue altre che cercano accoglienza, lavoro; a volte rifugio.

In particolare, alcuni contesti hanno caratteristiche che li portano a vivere situazioni di non facile gestione, che comportano la messa in campo di un impegno condiviso, che coinvolge cittadini, amministrazione, la Caritas diocesana e le associazioni del territorio.

È questo il caso di Saluzzo, borgo autentico della provincia di Cuneo che, centro di grande produzione di frutta vede ogni anno, nel periodo della raccolta, arrivare un elevatissimo numero di migranti che in quei mesi lavorano nelle campagne del territorio. Dal tentativo di gestire al meglio questa situazione complessa nasce “Saluzzo Migrante”, un progetto della Caritas locale, un percorso di integrazione, accoglienza e soprattutto lotta allo sfruttamento lavorativo: grazie all’allestimento di un campo solidale durante il periodo della raccolta, centinaia di migranti ricevono il sostegno e il supporto dei volontari. Ma non si tratta solo di un aiuto “di prima necessità” che, per quanto indispensabile e prezioso, per gli ideatori del progetto e per chi quotidianamente ci lavora non è sufficiente: Saluzzo Migrante è infatti diventato anche il punto di partenza per costruire nuove relazioni interculturali e approfondire temi legati alla migrazione e alle condizioni di vita che questi nuovi abitanti dei nostri territori si trovano ad affrontare.

Saluzzo Migrante nasce nell’estate 2014 e in due anni il campo di accoglienza ha ospitato oltre 500 migranti stagionali, da maggio a novembre, attivando servizi di assistenza legale, sanitaria, amministrativa, sindacale e sportelli di distribuzione di beni di prima necessità.

Sono tre le aree specifiche del progetto: il progetto Presidio (di Caritas Italiana), il Campo Solidale, il progetto Africa in Giardino. Mentre il progetto Presidio si pone l’obiettivo di monitorare la situazione e le problematiche dei migranti, fornendo sostegno e consulenze, il progetto Campo Solidale ha come obiettivo primario l’accoglienza e tutte quelle azioni che cercano di garantire ai migranti una vita dignitosa; infine, il progetto Africa in giardino si occupa dell’integrazione e delle relazioni tra la popolazione migrante e la comunità locale, grazie soprattutto a un forte coinvolgimento dell’associazionismo e del mondo del volontariato.

Il lavoro di Saluzzo Migrante non si ferma mai, anche nei periodi in cui il campo non è massicciamente abitato: la Caritas, le associazioni, gli scout del territorio e molti cittadini continuano a impegnarsi ogni giorno perché la vita dei migranti stagionali sia una vita quantomeno dignitosa, nonostante le tantissime difficoltà che il percorso comporta. In questo senso Saluzzo diventa un esempio di impegno condiviso, un impegno che guarda al futuro aprendosi all’altro, lavorando insieme e affrontando di giorno in giorno le difficoltà che un progetto di ampio respiro come questo inevitabilmente si porta appresso.

Valeria Zangrandi

– Il Campo Solidale del 2014 e i suoi abitanti sono protagonisti del film “Su campi avversi”, di Andrea Fenoglio e Matteo Tortone –

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