I PICCOLI PASSI DI SALUZZO

24 novembre 2015

Quest’estate durante l’annuale  Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia, ho avuto il piacere di conoscere Mauro Calderoni,  Sindaco di Saluzzo, un borgo del cuneese che abbraccia un vasto territorio a valle del Monviso.

calderoni Calderoni è un Sindaco al passo con i tempi e com’è giusto che sia è anche molto “social” e spesso usa il motto #piccolipassi.

” E’ un’esortazione – mi spiega– Quasi un manifesto politico. Ci si lamenta tanto della politica malata, della crisi del modello di sviluppo, dell’economia che non gira. Credo che piccoli gesti, azioni concrete possano interrompere la spirale negativa ed invertire il clima generale. È un po’ come dire rimbocchiamoci le maniche. Chi può far qualcosa lo faccia nel quotidiano senza aspettare che i cambiamenti arrivino dal cielo”.

Gli chiedo: “Cosa può fare un sindaco in tal senso e cosa  significa essere sindaco oggi?”

“Oggi i sindaci hanno molte responsabilità e pochi mezzi. Io cerco di sbloccare le rigidità. Abbiamo grandi potenzialità nelle provincie italiane, nelle zone periferiche e marginali. Occorre solo coglierle e metterle a sistema. Ecco, essere sindaco oggi, significa avere una visione di sistema ed incentivare la rete, le sinergie tra gli attori del territorio per sfruttare e valorizzare le buone pratiche che ci sono, ma spesso non si conoscono”.

monviso_nSaluzzo per quattro secoli è stata la capitale di un potente seppur piccolo marchesato,  incastonato tra il Piemonte e la Francia. Già la corte dei marchesi aveva una grande attenzione per la cultura, le arti in genere e l’ingegno e tale attenzione si rinnova di anno in anno, tanto che si può definire questo borgo un vero e proprio palcoscenico di produzione culturale.

Spesso i Comuni, a causa di sempre minori risorse, rinunciano ad organizzare manifestazioni culturali, in quanto la cultura è spesso considerata una  semplicemente voce di spesa del bilancio comunale, ma non è di questo avviso Calderoni:

“Per la nostra amministrazione la politica culturale ha almeno tre funzioni fondamentali: a livello cittadino il dialogo continuo tra comune ed associazioni garantisce un’animazione culturale continua e di qualità; a livello di territorio di riferimento (valli e pianura saluzzese) gli eventi culturali contribuiscono a promuovere il ruolo di Saluzzo quale capofila di un’area vasta e ricca di storia e tradizioni comuni (marchesato di Saluzzo); a livello nazionale ed internazionale le politiche e le manifestazioni culturali contribuiscono a promuovere la città ed il territorio quale meta di turismo di qualità“.

La grande importanza che Saluzzo dà alla cultura è comprovata dai tantissimi eventi che vengono organizzati ogni anno, ma sono particolarmente incuriosita dall’Uvernada e da Occitamo.

“Uvernada è la festa finale e di chiusura di Occitamo. Abbiamo voluto iniziare un percorso che desse massima visibilità alla musica occitana che è la caratteristica culturale e tradizionale comune del nostro territorio. Non si tratta di una semplice riproposizione delle tradizioni perché è costante il tentativo di contaminarle con nuove sonorità e ritmi contemporanei. Anche dal punto di vista agroalimentare la tradizione occitana è costantemente reinterpretata grazie ad iniziative innovative come il circuito dei microbirrifici delle valli che hanno accompagnato tutta la rassegna offrendo degustazioni al pubblico”.

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Anche l’artigianato locale, il saper fare produttivo di una comunità costituisce patrimonio culturale, esso crea un forte radicamento nelle tradizioni locali che vengono tramandate di generazione in generazione. E questo dinamico borgo della Valle del Po non poteva non valorizzarlo, infatti a Saluzzo, si è da poco conclusa la 77esima edizione della Mostra Nazionale dell’Artigianato.

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“L’artigianato è un tassello importante dell’economia e della cultura locale e quindi elemento essenziale nelle politiche di promozione del territorio. L’artigianato del legno, a Saluzzo – dice Calderoni – ha un storia lunga e prestigiosa. Il nostro evento è giunto alla settantasettesima edizione e si fregia da molto tempo del riconoscimento di mostra nazionale. Quest’anno abbiamo provato ad indicare una via d’uscita dalla crisi di settore, partendo dalle radici, dai vecchi artigiani, dal loro racconto degli albori del distretto legno di Saluzzo e passando per le aziende ancora attive che si sono trasformate per rispondere alle richieste del mercato, siamo arrivati al futuro: alla scuola, ai giovani artigiani innovativi ed ai designers.  Saluzzo resta sinonimo di eccellenza. Occorre solo mettere tale qualità al servizio del pubblico e degli operatori di settore. Le vere sfide dei prossimi anni saranno la capacità del pubblico e del privato di lavorare sempre più in retecostruire progetti di filiera per non soccombere di fronte ai colossi del settore“.

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Le iniziative e i progetti messi in campo a Saluzzo sono davvero numerosi, il Sindaco mi parla dell’Atlante dei Sapori che è parte del più ampio progetto “Terre del Monviso e Valli Occitane” e del lavoro che si sta facendo per arrivare ad un’offerta turistica territoriale integrata (temi che meritano di sicuro un ulteriore approfondimento): insomma piccoli passi che portano lontano!

Tiziana Familiare

 

 

 

 

 

 

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