Miglierina, borgo di antichi artigiani

23 giugno 2016

Miglierina, piccolo borgo a 650 metri di altitudine, sorge nel punto più stretto della Calabria, in una gola abbracciata dai due mari, il Tirreno e lo Ionio, racchiudendo in un solo sguardo la vista incantata del Golfo di Squillace e quello di Sant’Eufemia. Quando il tempo è sereno e l’aria limpida, lo sguardo arriva fino alle Isole Eolie e gli occhi incontrano la sagoma inconfondibile dello Stromboli.

Le chiese sono da sempre state un lustro e un vanto, gli edifici più antichi e importanti del paese.

Il visitatore che passa da Miglierina rimane colpito dalla maestosità dalla bellezza della facciata e in generale della chiesa di S. Maria del Principio (popolarmente oggi detta del “Rosario”, anche se su tutti i documenti è sempre indicata con la denominazione originaria) che esiste da più di quattro secoli. Grazie alla sua posizione e all’ampio spazio situato davanti all’edificio, è possibile ammirarlo in tutta la sua ampiezza. Il notevole prospetto (opera di A. Pallone) è riccamente decorato a stucchi, con imitazione di lesene e capitelli corinzi. L’opera fu eseguita dopo la metà del XIX secolo, quando a Miglierina era in auge l’artigianato dei “Babbari”.

La chiesa di Santa Lucia, Patrona di Miglierina, di pochi metri di larghezza e di lunghezza, venne costruita sul promontorio della serra. Nel 1600 fu ampliata e nel 1649 fu eretta la parrocchia.

Ma l’elemento cardine della cultura locale è sicuramente l’opera dei “Mastri Miglierinesi” che ebbero grande successo tra la metà del Settecento fino ai primi anni del Novecento, grazie alla loro perizia e capacità artigianale. Essi si suddivisero essenzialmente in tre categorie: Mastri del legno, Mastri armieri e Mastri stuccatori “babbari” e di loro rimangono come patrimonio storico le loro opere che possono essere ammirate in questo borgo e in molti altri centri calabresi.

Per gli amanti della natura, i dintorni di Miglierina rappresentano un’occasione unica per immergersi nella bellezza del paesaggio. Da non perdere, le cascatelle che scendono rapidamente a valle e che nascono dal fiume Amato, sulle cui sponde si possono ancora trovare alcuni mulini ad acqua, costruiti nel 1600 e utilizzati dagli abitanti del posto per macinare il grano fino agli anni Cinquanta.

Miglierina conserva tanto del suo passato. Il mulino Bruni, vecchio mulino risalente ai primi dell’Ottocento, rappresenta la storia di un’epoca che conserva, ancora oggi, valori e tradizioni, dentro ambienti di vita che sembrano essere sfuggiti alle metamorfosi dei tempi. Da quando il mulino è stato ristrutturato, entrando a Miglierina è come se ci si ritrovasse all’improvviso in un vecchio film, in un’atmosfera antica e bellissima.

Dalle radici del passato riaffiora ancora oggi l’arte della tessitura al telaio, riproponendo tessuti e creazioni di ieri rivisitati con gli occhi di oggi a chi desidera approfondire e sperimentare le tradizioni del borgo.

Gianluca Guzzi

Potrebbero interessarti