Luigi Lucchi, Sindaco di Berceto scrive al Premier Renzi.

5 novembre 2015

Quello in cui riversano i piccoli comuni, le piccole realtà locali, è un momento storico delicato, che ha bisogno di attenzione da parte delle Istituzioni, del Governo italiano e nella fattispecie, degli Enti Locali. Berceto è un ridente paesino di oltre 2000 anime, in provincia di Parma, nonchè attivissimo Borgo Autentico. Il suo Sindaco, Luigi Lucchi, da sempre si batte per la giustizia, per la valorizzazione e per tutti i possibili atti migliorativi che riguardano il suo borgo. Lucchi, dalla personalità forte e combattiva, non ha mai desistito, neanche di fronte ai notevoli ostacoli talvolta imposti dalla burocrazia, altre volte dalla quotidianità che è insita in un lavoro come il suo, il Sindaco, il 28 Ottobre 2015 ha deciso di scrivere al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Di seguito riportata la lettera

 

Signor Presidente Matteo Renzi,

sono Luigi Lucchi, sindaco di Berceto PR. Ci siamo incontrati a Salsomaggiore, l’8 giugno 2013, per la chiusura della campagna elettorale di Filippo Fritelli (poi eletto) e a Parma il 20 novembre 2013. Non desidero farLe perdere tempo e pertanto sarò molto breve.
Sono convinto che l’Italia possa meglio seguirLa se Lei darà forza e operatività ai Sindaci, soprattutto dei piccoli Comuni. La nostra, infatti, non sarà mai un’economia competitiva, nel mondo, sulla quantità, ma viceversa sulla qualità. Non abbiamo e non avremo materie prime, ma molte bellezze, molti monumenti, molta storia e cultura. Il mondo è affamato anche di questo e noi, sistema Italia, possiamo contribuire, più di tutti, a sfamarlo. Si può immaginare, in modo moderno, privo di piagnistei, grandi riforme e cambiamenti per il ruolo dei sindaci e dei Comuni piccoli che hanno, magari, pochi abitanti, ma territori immensi da custodire, preservare e governare al meglio.
Con il Suo indispensabile aiuto vorremmo essere sottratti dalla bolgia dei grandi comuni spendaccioni e delle città metropolitane.
Non possiamo avere gli stessi compiti e regole ed è un errore, per l’organizzazione del Paese, sopprimerci, accorparci, obbligarci alle Unioni.
Se la Chiesa fosse ricca di vocazioni non chiuderebbe neppure una parrocchia, una canonica e se ne servirebbe razionalmente per “marcare” il territorio.
Nel nostro Paese dove tutti si sentono all’ altezza d’essere allenatori della nazionale di calcio, Presidenti della Repubblica, Presidenti del Consiglio, non mancherebbero le “vocazioni” per fare il sindaco. I costi, se ben utilizzati, rispetto all’ utilità che potrebbero creare, sarebbero irrisori.
Per aiutarci e spronarci, a somme invariate della finanziaria, non serve molto.
Alcune buone idee e la consapevolezza di un grande ruolo, quello dei Sindaci dei piccoli Comuni, per un’Italia prospera e serena.
Le allego una bozza di emendamento che potrebbe essere approvato, una volta da Lei valutato e che darebbe vigore a gran parte dell’Italia, quella più bella ed affascinante, più pronta a cambiare per davvero, quella dei piccoli Comuni.
Confermo tutta la mia disponibilità, ovviamente a titolo gratuito, per mettere a disposizione la mia esperienza, le mie idee e la tenacia che da molti mi è riconosciuta.
Attendo con interesse una Sua risposta.
Grazie,
Luigi Lucchi
Sindaco di Berceto

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