L’orso marsicano, simbolo di una biodiversità da salvare

21 luglio 2016

Quando si pensa alla biodiversità, spesso ci si ferma all’idea teorica che si ha di essa, un concetto sì fondamentale ma che, per essere compreso appieno, va calato nel concreto delle situazioni, dei territori, dei luoghi.

In Molise, per esempio, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è ancora presente l’orso marsicano, specie ormai rara che è fondamentale tutelare affinché non sparisca per sempre da quel territorio.

L’orso marsicano è forse uno degli elementi più rappresentativi della natura di quella zona d’Italia: animale tendenzialmente solitario, la sua immagine viene spesso associata alle montagne dell’Appennino del centro Italia e questo lo ha reso un vero e proprio simbolo del territorio.

Per tutelare e valorizzare questa presenza, nel borgo autentico di Pizzone, piccolo paese che sorge in provincia di Isernia, è stato inaugurato nel maggio di quest’anno il nuovo museo dedicato proprio all’orso bruno marsicano. Il museo nasce grazie a un intervento di recupero voluto dall’amministrazione comunale, recupero che si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione del borgo e del suo territorio, ideata e attuata in vista soprattutto di un rilancio turistico: in questo modo la valorizzazione turistica del borgo, e del paesaggio che lo circonda, non resta un progetto chiuso in se stesso ma va a intrecciarsi a un obiettivo di grande valore, che è la tutela di questa specie che, senza un intervento di istituzioni e associazioni, rischierebbe di sparire lasciando un vuoto incolmabile.

E insieme all’orso marsicano sparirebbe anche una parte importante dell’identità del borgo. Da sempre infatti, Pizzone è conosciuto, tra le altre cose, per la natura lussureggiante che gli fa da cornice. Pizzone è meta di chi ama esplorare le montagne, i boschi, i sentieri, di chi si ferma ad osservare gli animali che popolano le alture, studiandone il comportamento, ammirando la loro presenza che sembra far tornare indietro nel tempo, lasciando immaginare un mondo quasi libero dall’uomo in cui gli animali sono le uniche presenze, gli unici protagonisti.

Proteggere – salvare – e valorizzare la presenza dell’orso in questa terra vuol dire continuare a credere in un futuro che parte proprio dalla natura, che non la dimentica, non la trascura, non la calpesta, ma anzi la mette al centro di tutto. Della propria identità, della valorizzazione turistica, della cultura.

Quello di Pizzone è un esempio da seguire, una buona pratica che dimostra che, partendo dalla biodiversità si può arrivare lontano, incentivando anche un’economia virtuosa.

Alberto Renzi, assistente tecnico Borghi Autentici

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