Lo spopolamento dei piccoli borghi

1 dicembre 2015

Continua la riflessione sul problema dello spopolamento dei piccoli borghi( Vedi dibattito ). Vi propongo la lettura dell’intervento di Fausto Fulghesu, consigliere dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, alla tavola rotonda che si è svolta qualche giorno fa a Sennariolo (OR).

In quest’occasione si è parlato dello spopolamento dei piccoli borghi sardi, ma il discorso e le riflessioni possono essere applicati a tutti i piccoli Comuni italiani.

L’intervento di Fausto Fulghesu è ricco di spunti perchè affronta la questione da diversi punti di vista in quanto parte dalla fondamentale considerazione che lo spopolamento di un paese porta con sè problemi su diversi fronti e a diversi livelli.

fausto

Di seguito un estratto dell’intervento.

Lo spopolamento porta con sé un disagio che rischia di divenire profondo, con la crescente rarefazione dei servizi al cittadino: servizi pubblici accorpati per il contenimento dei costi (uffici postali, presidi territoriali scolastici, sanità e altro); insufficiente manutenzione del territorio; esercizi commerciali privi di una domanda adeguata per la loro sopravvivenza e forte carenza di servizi di supporto per le imprese. Dunque, come la questione sanità, che rappresenta forse la prima preoccupazione per chi vive in contesti isolati, così i servizi territoriali rappresentano una condizione di vivibilità essenziale, aspetti questi  posti al centro delle politiche di coesione europee.

L’abbandono di queste realtà territoriali e il loro definitivo degrado producono la perdita di presidi vitali dal punto di vista del mantenimento dei paesaggi, dell’ambiente, della coesione sociale e della qualità di vita delle comunità. È per questo che anche i centri storici negli ultimi anni sono stati oggetto di un’importante azione di valorizzazione nella consapevolezza che la riqualificazione fisica vada affiancata anche dalla promozione delle attività produttive, culturali, formative, turistiche e commerciali e dal coinvolgimento delle comunità insediate. Occorre, pertanto, intervenire con soluzioni immediate, strutturali ed integrate.

Nonostante il quadro problematico evidente, le aree interne, nel Mezzogiorno ed in Sardegna, costituiscono nel loro insieme un patrimonio territoriale di grandissima rilevanza sotto il profilo ambientale, culturale e spesso produttivo. Una politica per lo sviluppo lungimirante deve mirare a realizzare azioni volte a garantire la conservazione e gestione di tale patrimonio e per assicurare condizioni di vita civile a parità di condizioni con i cittadini residenti in altre aree più prospere del Paese

Le aree interne del Mezzogiorno e della Sardegna sono però, al contempo, anche uno scrigno di biodiversità.

Le architetture storiche e gli antichi borghi delle aree interne rappresentano, dunque, un capitale fisso sociale e un patrimonio culturale di valore sovranazionale su cui dovrebbe essere sviluppata una politica pubblica specifica di messa in sicurezza e di rigenerazione edilizia ed energetica.

Per i borghi in più avanzato stato di abbandono, o completamente abbandonati, occorre integrare la strategia energetica con un progetto complessivo di rigenerazione con il coinvolgimento di capitali privati, da reperire anche a livello internazionale e fornendo pertanto idonee garanzie di affidabilità e stabilità delle prospettive di investimento.

E il ruolo delle istituzioni in questo processo è fondamentale.

Allora, piuttosto che alle sirene del declino, dobbiamo prestare ascolto alle tante comunità locali che vogliono ripartire, che desiderano costruire, con i loro Amministratori e opinion leader, nuove prospettive basate su approcci più promettenti, che tengano conto degli insegnamenti tratti dagli errori del passato.

I futuro dei piccoli e medi comuni sardi si baserà sulla loro capacità nell’essere competitivi.

L’“Autenticità” rappresenta per la rete sarda dei borghi autentici, il paradigma cruciale che ispira ed alimenta la loro azione di  cambiamento e miglioramento per il futuro. E’,infatti, partendo dal concetto di “autenticità”, che la rete regionale BAI intende costruire una cornice strategica capace di mettere in gioco e valorizzare il ventaglio delle risorse materiali ed immateriali dei loro territori, ben sapendo che gli artefici essenziali di tale prospettiva non possono che essere le comunità dei luoghi e le persone che ne fanno parte.

Tale impostazione strategica viene definita, dalla rete BAI sarda, come iniziativa coerente e mirata con la vision “Sardegna: Isola della qualità della vita” in quanto concorre a comporre il “vantaggio competitivo” previsto e basato sull’opzione di valorizzare la qualità e la varietà degli attrattori ambientali, culturali e turistici e la ricchezza del patrimonio materiale e immateriale della Sardegna.

Testo integrale dell’ INTERVENTO FAUSTO FULGHESU

Potrebbero interessarti