Lettera di un antropologo al Paese

16 ottobre 2014

Caro Enzo e cari amici del Premio Hombres – Borghi Autentici d’Italia,

sono tornato a casa in Calabria col pensiero di ringraziarti e di ringraziare ancora tutti voi per la bella giornata passata tra Lettopalena e Palena in occasione della giornata di premiazione del Premio Hombres Itinerante 2014.

Mi restano nella mente e negli occhi i paesaggi potenti e solenni delle vostre belle montagne d’Abruzzo – la stessa roccia primordiale, la stessa schiena sollevata e aspra del nostro Paese che si prolunga come membra dello stesso corpo più a Sud, nel Mediterraneo, fino alle cime più assolate del mio Appennino Calabro e, insieme alle vostre grandi e belle montagne, le valli ombrose e quiete, le vostre Abbazie culla di misticismo e devozione autentica, i vostri splendidi borghi ospitali e accoglienti come la gentile popolazione d’Abruzzo.

Bravo Enzo! Brava il giovane Sindaco di Lettopalena e bravi voi tutti, cari amici del premio. Fate insieme un ottimo lavoro e rendete ai vostri territori e le vostre comunità locali un servizio di cultura e di civiltà prezioso e irrinunciabile.

Come antropologo e narratore, giro da anni le varie regioni del nostro Paese, dal nord al sud, dal Trentino a Marsala. Finalmente ho incontro persone e operatori della cultura, che come me lavorano e testimoniano con passione civile e fuori da ogni pregiudizio quello che significa impegnarsi davvero per far vivere i luoghi, un paese, una comunità locale. Cosa davvero si deve fare per prendersi cura dei luoghi e della gente che si ama.

Vi assicuro che non accade molto spesso in questi tempi smemorati e corrivi, in cui trionfano ovunque egoismi e interessi distruttivi.

Teniamoci in contatto, caro Enzo. Non siamo in molti a vederla e sentirla così, la temperatura vitale, questa nostra Italia maggioritaria e silenziosa fatta di paesi e contrade lontane da strade trafficate ed effimeri clamori metropolitani. Io sono pronto a fare le mia parte mettendo a disposizione la mia passione e la mia passione culturale e civile.

miglierina chiesa e panorama

Spero che tu e gli amici del Premio possiate leggere e apprezzare anche “La Calabria brucia”, come già accaduto, premiandolo, con il mio “Statale 18”.

Mi piacerebbe sapere che ne pensi, e forse capirai ancora meglio perché io scrivo storie così. Non solo per i calabresi e i meridionali. Perché l’Italia è una sola. Un solo Paese fatto di tante piazze, di tanti campanili, di tanti panifici e piatti di grano.

La maestosa incombenza della Maiella, la bellezza dei borghi di Pescocostanzo, Palena e Lettopalena (dove si è consumata una pagina indimenticabile della tragica storia di questo nostro paese durante i fuochi divampanti delle II Guerra Mondiale) voi, la vostra gente onesta e ospitale, da oggi in poi sarete per me un altro dei miei paesi. Un’altra delle mie piccole patrie. Un’aggiunta nuova di memorie e di orizzonti domestici e feriali nella geografia dei miei luoghi di vita; un’altra delle famiglie italiane che sento affratellate. Altre facce della “mia” gente. Perché, caro Enzo, senza portare il volto di un paese e della gente che si ama nella memoria e nell’anima, ci si sperde nel caos indifferente del mondo.

Ancora un caro saluto a voi tutti, e spero a presto.

Mauro F. Minervino

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