Legge di stabilità e collegato ambientale, la visione di UNCEM

18 febbraio 2016

Sono stati approvati a fine dicembre 2015 la legge di stabilità per l’anno 2016 e il relativo collegato ambientale e UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) mette in evidenza come essi rappresentino una sfida importante e complessa che i territori si troveranno a dover affrontare.

Per riflettere al meglio sulla questione UNCEM ha organizzato un incontro a Torino al quale hanno partecipato i relatori dei due provvedimenti normativi, la sen. Magda Zanoni e l’on. Enrico Borghi, Presidente nazionale dell’UNCEM.

A dicembre abbiamo approvato la manovra di politica economica maggiormente espansiva dal 2001 – ha sottolineato Zanoni -. È una scelta di grande forza  per sostenere la ripresa e per recuperare in tempi rapidi i livelli pre-crisi di reddito e di occupazione. Importante associare, in considerazione dei gravi episodi di terrorismo, alle manovre tipiche della sicurezza, gli interventi per la difesa dei valori culturali pilastro della nostra società con interventi di contrasto alla  povertà culturale dei nostri giovani.

Eliminata la Tasi sull’abitazione principale e l’imu agricola – ha proseguito Zanoni dettagliando le misure contenute negli articoli – sbloccati due miliardi di euro per gli enti locali che così possono fare investimenti in tempi brevi. Reintrodotto il fondo nazionale per la montagna e aumentato a 30 milioni annui il fondo per l’associazionismo comunale. Cogliamo in questi punti, nell’assenza di tagli agli enti locali, un segnale forte, sul quale lavorare ulteriormente nel perfezionare la riforma Delrio e il sistema di fiscalità locale. Dobbiamo permettere ai Comuni di tornare a fare programmazione.

In particolare, tra i punti del provvedimento che Uncem ha sottolineato come più pregnanti emergono l’introduzione della valutazione di impatto sanitario, il potenziamento del servizio idrico, le penalizzazioni per il conferimento in discarica e negli inceneritori, nonché l’istituzione del comitato per il capitale naturale: si tratta di punti di grande valore che rappresentano una priorità per tutti i territori montani, azioni dai quali queste aree potranno trarre, se gestiti in modo efficace, grandi benefici.

Emerge in quest’ottica la visione della montagna come “mondo nuovo”: i territori montani sono perciò chiamati a organizzarsi per diventare i protagonisti del cambiamento. Si parte ora con una nuova – e quanto mai necessaria – economia green, che affonda le sue radici nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella necessità di una nuova mobilità sostenibile ma soprattutto nella volontà di incentivare la tutela e la valorizzazione dei territori di montagna, che si auspica abbiano a partire da ora la possibilità di vedere le proprie economie svilupparsi grazie a incentivi e investimenti mirati. Il turismo sostenibile potrebbe diventare il nuovo asse di sviluppo, insieme alle imprese verdi.

La partita è aperta, si attendono ora le reazioni dei territori.

Scarica le misure specifiche per Comuni, Unioni, montagna, ambiente e territori.

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Valeria Zangrandi

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