LE MANI CHE SANNO (Summer School di Arti performative e community care)

23 agosto 2016

Arti, mestieri e innovazione sociale: questo il focus della quinta edizione di una ‘scuola sui generis’ che si svolge ogni anno alla fine dell’estate nel Salento più rurale e poetico

Le mani che sanno, il loro fare sapiente, paziente, trasformativo e creativo: è il filo narrativo che esploreremo nell’esperienza culturale, antropologica e relazionale che è la ‘Summer School di Arti performative e community care’. L’arte, l’olio, la pietra, il ferro, la festa e la musica, il tessere, saranno la materia di applicazione di molte e differenti e interessanti ‘mani’ che abbiamo individuato e coinvolto nel progetto.

Ortelle, Vignacastrisi, Salve, Morciano di Leuca, Melpignano, Cursi, Poggiardo, Alessano, Patù, saranno i luoghi dell’incontro e dello scambio, della co-costruzione della narrazione performativa, nel Salento più suggestivo e intenso, quello sud-orientale e del Capo di Leuca.

Ogni anno da cinque anni realizziamo questa ‘scuola’ decisamente singolare che rappresenta il momento conclusivo di un’attività di ricerca sociale e di attivazione comunitaria che conduciamo lungo tutto l’anno sul campo presso alcune comunità salentine, facenti parte del territorio del ‘Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Leuca e Bosco di Tricase’, del Capo di Leuca e della Grecìa Salentina. E’ sui generis perché non ha nulla di ‘frontale’ e di chiuso in un’aula: è un’esperienza residenziale, per la quale immergiamo i partecipanti in uno specifico e individuato contesto socio-culturale, per approfondire, elaborare e rilanciare un focus tematico, tra quelli emersi nella ricerca condotta durante i mesi precedenti nelle e con le comunità di riferimento. Lo facciamo ricorrendo a modalità non usuali, eccentriche rispetto a quelle del quotidiano: per questa ragione è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che desiderano mettersi in gioco, sperimentando forme di relazionalità e di socialità attivate e generate attraverso i canali linguistico-espressivi propri delle arti performative: musica, gesto, danza, parola narrata. I partecipanti, insieme con i performer, gli esperti e i ricercatori della Summer School di Arti Performative e community care, diventano, per la durata del percorso, una piccola comunità provvisoria di apprendimento che si relazionerà con le più ampie comunità territoriali ospitanti, generando, nel corso di un tempo definito, un intenso scambio responsabile e riflessivo da cui far scaturire una drammaturgia comunitaria.

La Summer School di Arti performative e community care è realizzata da:

  • EspérO (Spinoff dell’Università del Salento impegnato nella ricerca applicata in campo formativo, nonché di sviluppo di comunità e innovazione sociale)
  • CIID (Centro Servizi Interateneo per l’Innovazione Didattica) dell’Università di Lecce, Bari e Foggia;
  • Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento,

in collaborazione con numerose associazioni ed enti pubblici e privati impegnati a vario titolo sul territorio.

Molti nuovi partner si sono aggiunti quest’anno, tra cui proprio l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, che sin da subito ha condiviso le finalità del nostro lavoro e ne ha ravvisato la grande affinità con i suoi scopi e con le sue iniziative. Un partner consolidato della scuola è il Comune di Ortelle, presente a tutte le edizioni, a cui quest’anno si aggiungono gli altri Comuni in cui faremo tappa. E poi ancora la scuola ha ricevuto il patrocinio della Regione Puglia, del Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Leuca, del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello.

Ada Manfreda, Coordinatrice della Summer School di arti performative e community care

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