L’acqua: patrimonio delle comunità

17 marzo 2016

L’acqua per un territorio è un bene comune cruciale, dalle molteplici forme, tutte accomunate dalla necessità di controllo, gestione e tutela.

Un territorio ricco di corsi e bacini d’acqua, come quello italiano, richiede particolare attenzione all’evoluzione stagionale dell’andamento idrico per prevenire e gestire fenomeni naturali inevitabili. La piena di un fiume o l’alta marea sono alcuni esempi di come l’acqua sia un elemento mutabile; essere impreparati e sottovalutare il fenomeno diminuisce i tempi di reazione e crea incapacità di gestione causando danni sociali ed economici.

Corsi e bacini, oltre che mutevoli, potrebbero essere anche ottime vie di trasporto, di persone o merci, anche se spesso poco utilizzate perché secondarie ad altre direttrici ormai sature. Questo comportamento ha creato uno squilibrio modale oltre che un mancato sfruttamento delle opportunità maggiormente sostenibili.

Una seconda categoria d’acqua è quella corrente, definita tale perché incanalata in tubature per uso domestico e industriale, la quale svolge un ruolo di bene primario nella vita degli individui. Per ottenere una distribuzione omogenea ed efficiente vengono utilizzati impianti e modelli di gestione differenti che spesso presentano sprechi e costi di gestione elevati. Infine l’acqua è uno straordinario elemento di attrazione turistica. I mari, i laghi e l’acqua termale sono motivi di attrazione per molti territori. L’acqua è un bene esauribile, un suo cattivo utilizzo comporta conseguenze spesso recuperabili solamente nel lungo periodo, una mancata regolamentazione e gestione aumenta il rischio di danni irrecuperabili. Il primo passo per un’efficace gestione dei corsi e dei bacini d’acqua è la consapevolezza delle peculiarità territoriali in cui ogni piccolo e medio comune vive. Conoscere e rispettare la natura per imparare a conviverci in modo armonioso utilizzando la tecnologia come strumento di previsione, analisi e difesa.

Informare il cittadino delle peculiarità territoriali per renderlo consapevole e coinvolgerlo nei comportamenti virtuosi: conoscere il territorio vuol dire anche saperlo rispettare. Il coinvolgimento dei cittadini è importante anche nella gestione dell’acqua corrente attraverso un consumo intelligente. In Italia la gestione e l’erogazione del servizio è varia e vi sono situazioni di gestione privata, pubblica ed ibrida, che richiedono l’adozione regole chiare ed organi di controllo specifici per mantenere un livello di servizio adeguato. Il Borgo deve conoscere la propria rete idrica e perseguire un miglioramento di essa al fine di evitare inutili sprechi e costi aggiuntivi.

L’inquinamento o l’alterazione dell’ecosistema sono danni difficilmente recuperabili e molto costosi per un’Amministrazione, per questo motivo i borghi devono adottare una strategia di prevenzione e controllo. Effettuare un’analisi idrologica è fondamentale per conoscere il territorio, le criticità stagionali e i limiti naturali esistenti. Ogni Borgo deve essere in grado di effettuare una pianificazione a priori della gestione delle criticità evitando l’effetto sorpresa e conseguenze negative al territorio ed ai suoi abitanti.

Nei piccoli e medi Comuni sarà necessario promuovere iniziative innovative finalizzate a rendere l’acqua potabile un vero bene comune accessibile a tutta la cittadinanza attraverso la realizzazione di “Case dell’acqua” dove ad un costo inferiore del mercato sia possibile ottenere, attraverso un riutilizzo dei contenitori, acqua potabile.

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Segnalibro de “Il Manifesto dei Borghi Autentici” (edizione 2015)

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