La mia esperienza di giovane amministratore comunale

7 aprile 2016

Il 25 maggio 2014, all’età di 21 anni, tutto mi sarei aspettato tranne che essere eletto consigliere comunale a Fossato di Vico (PG), anzi primo degli eletti, dopo una campagna elettorale porta a porta. Da qui è partitala mia esperienza amministrativa, con i compiti di collaborazione in materia di cultura e turismo. Assumersi questa responsabilità non è stato semplice perché devo dividere il mio tempo settimanale tra Fossato di Vico e l’università a Roma, dove sto frequentando il corso di laurea specialistica in “Governo e Politiche”alla LUISS Guido Carli.

Questa esperienza (o meglio questo “dovere”) nei confronti dei concittadini che mi hanno dato fiducia è veramente unica. Non c’è cosa più bella e gratificante di vedere approvati i progetti che sono ritenuti utili per il proprio paese e collaborare con le associazioni di cittadini e con le imprese per dare vitalità a Fossato, colpito pesantemente dalla crisi economica.

Portare avanti progetti non è semplice, ogni iniziativa deve seguire procedure burocratiche che il più delle volte sono lunghe e farraginose, ma non bisogna mai mollare. Mio nonno diceva sempre che i giovani, se vogliono, hanno delle marce in più, in quanto hanno l’energia e l’entusiasmo. Mi riconosco perfettamente nelle sue parole.

Io vivo all’interno del centro storico del Comune, che si sta spopolando di anno in anno. Qui non ci sono più attività commerciali, tutto si è spostato in direzione della zona industriale, che si è molto ridimensionata, perciò stiamo ripensando il nostro territorio sotto un’altra chiave di lettura, quella del turismo. Abbiamo la necessità, in tal senso, di valorizzare il nostro notevole patrimonio artistico, culturale e naturalistico. Bellezze uniche fin troppo a lungo sottovalutate.

La situazione, almeno nel centro storico, non è semplice e il tutto è aggravato dal fatto che i contributi statali continuano a diminuire anno per anno.

Uno spiraglio di luce è costituito dai cittadini stessi e dai giovani, che tengono particolarmente al loro territorio. Grazie al progetto “Rete Nazionale delle Comunità Ospitali”, abbiamo creato il comitato del turismo, costituito anche dai commercianti e dagli albergatori.

Altre persone sono state coinvolte per diverse iniziative e molte altre cominciano a interessarsi a varie problematiche, proponendo iniziative e progetti concreti. Anche i ragazzi della mia età si sono “messi in campo”. Hanno cominciato a far parte dei direttivi di associazioni rilevanti e hanno costituito un giornale locale che ha molto successo. Quindi la situazione è in controtendenza rispetto al pessimismo generale e tutto ciò sta portando qualche frutto.

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Abbiamo aperto al pubblico il nostro piccolo Antiquarium comunale e redatto un progetto di ripristino di cicli pittorici; abbiamo portato il nostro territorio anche all’interno della nuova era digitale, abbiamo ottenuto un finanziamento per la costruzione dei marciapiedi in una frazione di Fossato, la cui costruzione era attesa da quasi trent’anni…

Di lavoro come amministratore, tuttavia, ce n’è ancora tanto da fare, a cominciare dal coinvolgimento sempre maggiore della popolazione, soprattutto quella anziana, che non accede a Internet o non ha i mezzi per spostarsi. Infine confidiamo moltissimo nella nuova programmazione europea 2014-2020, che è in arrivo.

Col passare del tempo mi rendo conto che per amministrare una comunità ci vuole la partecipazione, senza la quale si è solo un corpo senza vitalità, perché i cittadini, in special modo i giovani, sono l’anima del territorio e dell’antico borgo.

Lorenzo Polidori

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