In viaggio, hombres!

9 ottobre 2014

L’appuntamento è alle 16,00 a Lettopalena, piccolo paese in provincia di Chieti, distrutto dalla guerra per aver avuto la sventura di trovarsi sulla linea Gustav; un piccolo paese, oggi di 400 anime, interamente ricostruito dopo i bombardamenti, un Borgo Autentico d’Italia il cui Sindaco ha accettato, entusiasta, di accogliere la carovana del Premio Hombres nella giornata di premiazione.

Si parte da Scurcola Marsicana (che ha ospitato le due precedenti edizioni del Premio Hombres) e decidiamo di attraversare la Valle Peligna, arrampicandoci poi sull’Altipiano delle Cinque Miglia per poi ridiscendere alle pendici della Majella, percorso certamente meno agevole della più battuta autostrada.

Lasciamo alle nostre spalle il Fucino, prosciugato dal principe Torlonia alla fine XVIII sec. e i paesi che lo cingono, luoghi noti a noi marsicani. La vocazione agricola dell’area, una volta occupata dal lago, ha condizionato il suo sviluppo e la sua evoluzione. Le poche case coloniche hanno lasciato il posto a piccoli agglomerati ed ai capannoni per la lavorazione dei prodotti agricoli di quello che, a torto o a ragione, ancora viene definito l’Orto d’Italia.

Le pale eoliche sulle colline circostanti e i campi fotovoltaici sparsi qua e là testimoniano, a parere di chi scrive, le une il corretto sfruttamento di una risorsa (il vento), gli altri un utilizzo del suolo meno appropriato. Usciamo al casello autostradale di Pratola e ci dirigiamo nella Valle Peligna, una piana industriale oramai semi-abbandonata, un territorio fortemente compromesso dall’opera dell’uomo, costretto oggi a ripensare le proprie scelte.

La bella città di Sulmona è fortunatamente lambita dall’asse viario che ci porterà a destinazione. Lungo il tragitto sulla destra incontriamo l’abitato di Pettorano sul Gizio, altro borgo ben conservato della zona. Il paesaggio cambia in continuazione, in una stupenda giornata d’autunno senza che la stagione sia ancora riuscita ad esprimere tutta la sua forza. La vista dell’altipiano mi provoca sentimenti contrastanti.

lettopalena_panoramica

L’isolamento di questa zona ha impedito l’antropizzazione della natura circostante che ha sostanzialmente mantenuto inalterate le proprie caratteristiche: mandrie di mucche, ettari di pascoli e di boschi ben conservati, Rivisondoli e la sua produzione casearia. Passato il Valico della Forchetta scendiamo sulla provinciale attraversando la Riserva del Quarto di Santa Chiara.

La faggeta incornicia la strada, decisamente malconcia, per lasciare il posto, man mano che si scende, a rimboschimenti di conifere, successivi negli anni; un cartello segnala l’interruzione per frana della via che, altrimenti, condurrebbe a Pizzoferrato. Penso a quanto sia difficile amministrare delle piccole comunità che, nonostante tutto, resistono e svolgono un’importante funzione di cura e manutenzione di un microcosmo che non è più nelle corde dei nostri legislatori.

Tra qualche giorno questi luoghi saranno una tavolozza di colori neanche lontanamente immaginabile. Lasciamo sfilare l’abitato medievale di Palena, ferito ma non completamente distrutto dalle bombe, sulla nostra sinistra; la Majella sovrasta maestosa il nostro cammino: una manciata di chilometri e siamo a Lettopalena.

Questo viaggio è la migliore risposta alla domanda perché l’Abruzzo erano gli Abruzzi. In realtà, sento in cuor mio di poter affermare che questo è il vero Abruzzo!

Autore: Vincenzo Nuccetelli – socio del Club Amici dei Borghi Autentici

Foto: nextstopmars.co.uk

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