Osservatorio del Sud, una mission culturale per il territorio

20 dicembre 2017
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Un Osservatorio del Sud per dare un’immagine reale del Mezzogiorno: è la proposta che arriva dall’assemblea di intellettuali riuniti lo scorso 2 dicembre in una giornata di studio a Lamezia Terme, in Calabria, su iniziativa di Piero Bevilacqua.

L’obiettivo culturale è quello di raccontare un altro volto del Sud. A spiegarlo è il paesologo Franco Arminio nel suo blog Comunità provvisorie: “Da troppo tempo il Mezzogiorno reale è senza voce e rappresentazione. Sulla stampa e nel discorso pubblico dominano narrazioni superficiali, stereotipate, sommarie, manipolate (..) Nell’opinione pubblica prevale un’idea di Sud economicamente e civilmente arretrato, impermeabile alla contemporaneità capitalistica, pervaso da particolarismo, inefficienze, corruzione, criminalità. Il Sud come un’”altra” Italia”.

Una visione che in realtà è molto più comune di quel che si pensa. I problemi ed i bisogni del Mezzogiorno, sottolinea Arminio, non sono infatti così dissimili dal resto del Paese. “Le indagini più accurate evidenziano pure che tra Mezzogiorno e Centro-Nord esistono dense complementarietà socio-economiche e ampie sfere di integrazione funzionale, che tendono a configurare una nazione ben più integrata di come viene rappresentata correntemente” scrive il paesologo.

Il Sud non è dunque solo arretratezza economica e civile, immobilismo e declino. “Nei suoi territori sono attivi imprenditori dinamici, imprese ad alta tecnologia, università, scuole, istituti di ricerca, centri culturali e artistici di prim’ordine, presìdi ospedalieri e istituti di cura qualificati, una gioventù studiosa che aspira a essere valorizzata e a operare utilmente per il proprio Paese” afferma Arminio.

Al Mezzogiorno servono le stesse politiche e gli stessi interventi che servono all’Italia – scrive ancora nel suo blog l’autore – Il Sud ha bisogno di una strategia e di progetto politico e sociale, nazionale e locale, che valorizzi i soggetti all’interno dei singoli luoghi, con investimenti pubblici non assistenziali; ha bisogno di politiche per legare e federare le esperienze eccellenti, per dare massa critica agli innovatori, per incoraggiare la valorizzazione delle risorse locali e contrastare gli adattamenti regressivi, per interconnettere imprese, persone e comunità del Sud con imprese, persone e comunità di altri luoghi italiani e non”.

Anche gli intellettuali hanno il compito di ricostruire un’immagine non stereotipata della società di quella parte d’Italia. Un nuovo cammino che ha inizio con l’Osservatorio del Sud: uno strumento “leggero” ma stabile, rivolto a rappresentare, in termini analitici e culturali, le ragioni del Sud, ma senza mai perdere di vista quelle dell’intero Paese. “Un sito on line finalizzato a sollecitare e raccogliere contributi di analisi e di proposte sul Sud d’oggi, nonché a segnalare eventi, opportunità, iniziative, lotte, esperienze e pratiche politiche e culturali innovative che si realizzano nelle regioni meridionali

Spiega Arminio: “L’Osservatorio del Sud dovrebbe aspirare a rompere il lungo silenzio sul Sud da parte di forze politiche e sociali dando “voce” a chi studia e analizza con rigore i problemi del Mezzogiorno; ai gruppi che al suo interno combattano battaglie quotidiane per affermare diritti civili negati, per contrastare criminalità, clientelismo, rendite e status quo; a chi pratica e alimenta innovazione sociale e istituzionale; a chi si dedica con gratuità alla cura delle persone e della natura; a chi non ha perduto il gusto della denuncia informata di disuguaglianze inaccettabili, sprechi, brutture, soprusi, inefficienze pubbliche e private; a chi continua a credere nell’azione collettiva e nel conflitto come fattori determinanti del cambiamento e della trasformazione degli assetti sociali dominanti; a chi non ha perduto la speranza che un mondo migliore sia possibile e perseguibile”.

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