Il nuovo Patto dei Sindaci

21 aprile 2016

Il Patto dei Sindaci è, a detta del Commissario Miguel AriasCañete, “la più vasta iniziativa urbana su clima ed energia al mondo”. Da quando è stato lanciato nel 2008 ha avuto un successo inaspettato ed ora, ad aprile 2016, oltre 6700 città vi hanno aderito prodigandosi per inserire nella loro programmazione energetica territoriale, attraverso il PAES, efficaci azioni per la mitigazione climatica.

A fronte dell’avanzare del cambiamento climatico e della evidente insufficienza delle azioni di mitigazione, nel 2014 è stata promossa, sempre dalla Commissione Europea, una nuova iniziativa sulle politiche di adattamento climatico rivolta sempre alle città, ed è così nata “Major Adapt”, cioè “Sindaci per l’adattamento climatico”, iniziativa che promuove l’impegno politico delle città e l’adozione, attraverso un piano per l’adattamento climatico, di azioni volte a prevenire e a preparare le città agli inevitabili effetti dei cambiamenti climatici.

Oggi, a seguito di un’ampia e partecipata campagna di consultazione pubblica, le due iniziative si sono fuse ed è così nato il “Nuovo Patto dei Sindaci”. La risposta alla richiesta della Commissione su cosa ipotizzare come obiettivi per le città dopo il 2020 e su come riorganizzare le due iniziative, nate separate, è stata unanime: il 97% dei partecipanti al sondaggio ha chiesto di andare oltre gli obiettivi stabiliti per il 2020 e l’80% ha sostenuto una prospettiva di più lungo termine. La maggior parte delle autorità ha inoltre approvato gli obiettivi di riduzione minima del 40% delle emissioni di CO2 e di gas climalteranti entro il 2030 e si è dichiarata a favore dell’integrazione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici sotto un “ombrello” comune.

Sono così stati ridefiniti obiettivi e impegni, e il nuovo Patto dei Sindaci, integrato per l’energia e il clima, è stato presentato dalla Commissione europea il 15 ottobre 2015, durante una cerimonia tenutasi presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. In quella sede sono stati simbolicamente avallati i tre pilastri del Patto rafforzato: mitigazione, adattamento ed energia sicura, sostenibile e alla portata di tutti.

Gli impegni per i nuovi sottoscrittori del “Patto dei Sindaci”

Le realtà firmatarie, a partire dal novembre 2015, si impegnano ad agire per raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni di gas serra e ad adottare un approccio congiunto all’integrazione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Per tradurre il proprio impegno politico in misure e progetti pratici, i firmatari del Patto devono in particolare redigere un Inventario di base delle emissioni e una valutazione dei rischi del cambiamento climatico e delle vulnerabilità. Si impegnano inoltre a elaborare, entro due anni dalla data di adesione del Consiglio Comunale, un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima “PAESC”, che delinei le principali azioni che le autorità locali pianificano di intraprendere. La strategia di adattamento dovrebbe essere parte integrante del PAESC e/o sviluppata e inclusa in uno o più documenti a parte. I firmatari possono scegliere il formato che preferiscono. Questo forte impegno politico segna l’inizio di un processo a lungo termine, durante il quale ogni due anni le città forniranno informazioni sui progressi compiuti.

Questo comporta che tutti i nuovi firmatari del Patto potranno sottoscriverlo solo secondo il nuovo modello, che estende al 2030 la sottoscrizione di impegno in relazione alle azioni di mitigazione climatica (riduzione di emissioni di CO2, produzione di energia da fonti rinnovabili, ecc.), dovendo altresì recepire la necessità di un impegno sul fronte dei cambiamenti climatici.

Questo significa che il PAESC dovrà essere caratterizzato da un Inventario di Base delle Emissioni (BEI) per monitorare le azioni di mitigazione e da un “Vulnerability Assessment” che evidenzi quelle di adattamento ai rischi climatici. La strategia di adattamento potrà essere parte integrante del PAESC o sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separata.Viene lasciata alla volontà degli attuali sottoscrittori del Patto l’adesione al nuovo Patto dei Sindaci con la produzione dei nuovi documenti richiesti ai sottoscrittori (PAESC).

Condivisioni

Il 4 dicembre 2015, il Comitato delle Regioni ha adottato un parere sul futuro del Patto dei Sindaci, in cui ribadisce il proprio sostegno all’iniziativa e offre la sua assistenza per condividere il modello di “Nuovo Patto per il Clima e l’Energia”.

Il parere, elaborato dalla relatrice Kata Tutto, loda l’iniziativa della Commissione Europea e spera che continuerà la sua attività ben oltre il 2020. Il Comitato suggerisce anche che il Patto dei Sindaci si fissi un obiettivo a lungo termine di riduzione di almeno il 95% delle emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990, in linea con l’obiettivo comunitario di riduzione del 80-95% in questo lasso di tempo. Inoltre, il Comitato delle Regioni (CdR) raccomanda di dare maggiore enfasi alle piccole città e comuni, in particolare attraverso una semplificazione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) e un migliore accesso alle informazioni sui finanziamenti UE.

Per quanto riguarda il Patto dei Sindaci, per come recentemente modificato, il Comitato delle Regioni “si dichiara pronto a contribuire a diffondere il modello di Patto per mezzo di partnership con città e regioni nei paesi terzi, in particolare quelli vicini dell’UE”. Il Comitato invita la Commissione Europea nella promozione di “Principi di successo e buone prassi del Patto dei Sindaci al di fuori dell’UE e [… diffondere] il modello di governance multi-livello per obiettivi climatici al fine di aprire la strada a un’ulteriore cooperazione decentrata”.

Una nuova sfida per Borghi Autentici d’Italia

Nasce così una nuova sfida per Borghi Autentici d’Italia: supportare i Comuni aderenti in questa evoluzione, sfida che è già stata recepita e a breve, tramite il Consorzio Communitas, verranno comunicate le modalità attraverso le quali i Comuni aderenti a BAI potranno avvalersi del sostegno delle strutture tecniche del Consorzio per rispondere alle nuove richieste del Patto dei Sindaci e questo sia per i nuovi sottoscrittori che per i già aderenti al Patto dei Sindaci che volessero recepire i nuovi obiettivi.

Francesco Marinelli

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