Il mercato a km 0 di Biccari raccontato da Gianfilippo Mignogna

1 giugno 2018
mercato a km 0 di Biccari

L’idea del mercato a km 0 di Biccari è partita da quella che è un po’ la visione generale dell’attività della nostra amministrazione, ossia valorizzare le risorse esistenti, che in alcuni casi sono risorse “dormienti” perché in passato non utilizzate o poco valorizzate, concentrandoci su quello di cui disponiamo al fine di cercare di far nascere da queste risorse delle occasioni, attraverso dei processi che noi abbiamo definito di “politica generativa”: andare a creare le condizioni per produrre delle opportunità, per generare, appunto, delle occasioni di sviluppo.

Siamo partiti dalla ristrutturazione di vecchi depositi del Comune, grazie ad un finanziamento regionale, e abbiamo modificato la destinazione d’uso di questi depositi, prevedendone la trasformazione in locali da mettere a disposizione delle nuove imprese che sarebbero nate a Biccari. Imprese giovanili, con una maggioranza di soci di età inferiore ai 40 anni, che avevano bisogno proprio di un incubatore in cui poter sperimentare la propria idea imprenditoriale senza avere l’affanno di dover da subito pagare l’affitto o avere dei costi di gestione molto alti.

Grazie a questo processo, e ai bandi che sono stati fatti per concedere l’assegnazione di questi quattro locali in condizione agevolata, permettendo alle startup di non pagare l’affitto per il primo anno, oggi noi ospitiamo due realtà già operative: quella del Pastificio Arte Antica di Salvatore De Bellis, che si occupa di produzione di pasta fresca e quella di Davide Cristinziano, in società con altri ragazzi, che si chiama CioCio e si occupa invece di prodotti a base di tartufo, utilizzando appunto il tartufo di Biccari che è una di quelle nostre risorse mai del tutto valorizzate in passato.

Infine c’è una terza realtà in procinto di entrare nel mercato a km 0 ed è quella del Consorzio Terre di Biccari che, attraverso una diversificazione della produzione classica del grano locale, è riuscita a creare una filiera per la produzione di pasta di grano duro con grano al 100% biccarese certificato.

Da vecchi depositi non utilizzati del tutto, sono sorte così delle occasioni per i ragazzi del posto e mi piace evidenziare che si tratta di imprese assolutamente giovani, con un forte legame con il territorio, visto che i prodotti e le attività in questione hanno un radicamento molto profondo con questa terra e con le nostre tradizioni enogastronomiche, ma con delle formule molto innovative che portano questi ragazzi a vendere anche all’estero in molti casi.

Sono delle realtà che puntano molto sul binomio che mette insieme, da un lato, tradizione e identità per quanto riguarda il prodotto e la sua conservazione, e dall’altro, invece, innovazione, perché riescono ad attivare dei canali di vendita moderni e importanti sia attraverso la partecipazione, sia attraverso la fornitura a negozi o ristoranti di qualità, sia attraverso la vendita diretta con particolare attenzione alla grafica e all’aspetto estetico del prodotto, che quindi non è soltanto buono.

Abbiamo insomma assistito a dei piccoli miracoli. Perché quando in un piccolo comune di un’area interna, e in un periodo di crisi economica come quello attuale, nascono delle imprese anche con un piccolo ausilio dell’amministrazione comunale, assistiamo allora ad una cosa bella e da festeggiare, che rappresenta anche un punto di speranza per la nostra comunità.

Di Gianfilippo Mignogna, Sindaco di Biccari (FG)

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