Trasformare il turismo, l’obiettivo della Dichiarazione di Berlino

8 gennaio 2018
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Promuovere riflessioni e dibattiti ma anche azioni ed attività rispetto al tema del turismo come strumento fondamentale per il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. E’ questo l’obiettivo della Dichiarazione di Berlino, sottoscritta di recente anche dall’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR).

AITR, che conta numerosi soci e partner tra i quali l’Associazione Borghi Autentici d’Italia, ha aderito al documento elaborato a marzo 2017 da associazioni e altri soggetti della società civile internazionale provenienti da 19 paesi in Africa, Asia, Europa e America Latina, impegnati a raggiungere la visione dell‘agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile di un mondo inclusivo ed equo.

Come riporta la Dichiarazione di Berlino, tradotta in italiano da Maurizio Davolio, Presidente di AITR, l’attuale modello turistico dominante non  sarebbe infatti in grado di supportare la necessaria trasformazione del mondo come previsto dall’Agenda 2030. “Al contrario – si legge nella dichiarazione – in troppi casi si stanno sfruttando popoli, danneggiando comunità, violando i diritti umani e degradando l’ambiente. Trasformare il nostro mondo non è possibile senza trasformare il turismo – affermano – Con questa dichiarazione vogliamo non solo incoraggiare ulteriori riflessioni e dibattiti, ma esigere concretamente attività e azioni imperative”.

Seppure nell’Agenda 2030 si menzioni quattro volte il turismo sostenibile, le organizzazioni della società civile contestano una menzione che manca di un approccio incentrato sulle persone. “L’inclusione specifica del turismo nell’agenda 2030 è un riconoscimento dell’importanza globale del settore; ma allo stesso tempo crea un obbligo di trasformare l’attuale modello di business dei consumi, che è incompatibile con lo sviluppo sostenibile” ricorda la Dichiarazione.

Come può avvenire questa trasformazione? Secondo i firmatari della Dichiarazione di Berlino, i diritti umani e l’autodeterminazione delle comunità devono essere al centro di ogni sviluppo del turismo. Se il turismo è sviluppato, deve puntare ad una distribuzione diffusa ed equa dei benefici economici e sociali in tutte le comunità destinatarie, compreso il miglioramento della prosperità locale, della qualità della vita e dell’equità sociale. Il turismo, inoltre, dovrebbe essere un’esperienza positiva e vantaggiosa per i viaggiatori e gli ospiti allo stesso modo, al fine di agire come una forza per la comprensione reciproca, l’empatia e il rispetto.

Il raggiungimento di un mondo giusto ed equo e la piena attuazione dell’Agenda 2030 dipende dalla volontà politica, da una revisione critica e da ulteriori sviluppi dei processi di governance esistenti, delle pratiche commerciali e dell’impegno dei viaggiatori, dei media, dell’istruzione e della società civile. La dichiarazione lancia quindi alcune richieste ai governi locali, nazionali e internazionali, all’industria del turismo ed ai turisti chiamati ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte di viaggio: il rispetto delle comunità ospitanti e la loro cultura; usare consapevolmente le scarse risorse locali; sostenendo l’economia locale e, infine, rispettando i diritti umani.

Scarica il testo della Dichiarazione

Vai al sito di AITR e al commento 

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

Leggi l’intervista a Maurizio Davolio

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