Testo unico forestale, gestione attiva e sostenibile del bosco

4 dicembre 2017
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Venerdì 1 dicembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Testo Unico forestale.  Il provvedimento, risponde alla necessità urgente di tutela e gestione attiva del territorio italiano, contrastando l’abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali del paese. In secondo luogo, il Testo, mira a garantire la conservazione ambientale e paesaggistica, lo sviluppo di nuove “economie verdi” e la crescita occupazionale in particolare nelle aree interne del Paese.

Una novità per le comunità montane e le realtà rurali del nostro Paese che riguarda da vicino anche i Borghi Autentici d’Italia. Dopo 17 anni, si interviene con una nuova disciplina organica per la valorizzazione del patrimonio boschivo e forestale nazionale.

“Un risultato legislativo importantissimo – commenta l’on. Enrico Borghi, Presidente nazionale Uncem – si tratta di un vero testo unico in materia di foreste e filiere forestali che rinnova completamente il testo del 2001. Il punto centrale è decisivo e cioè che i 12 milioni di ettari di foreste italiane costituiscono un inestimabile patrimonio di biodiversità e paesaggio, ma anche fonte di benessere, salute e ricchezza per l’intera filiera bosco-legno-prodotti forestali, legnosi e non, attraverso una gestione attiva sostenibile e responsabile”.

Un terzo della superficie del Paese è bosco. Ha un valore protettivo per il territorio, paesaggistico-ambientale, ma anche produttivo, economico da tutelare e da rendere efficace con un positivo utilizzo. Ogni Regione italiana mantiene un’autonomia gestionale all’interno di chiari parametri nazionali.

“Il bosco torna ad avere un pieno valore – continua Borghi – in primo luogo in materia ambientale, in attuazione di quell’ecologia integrata sancita dalla Laudato Si di Papa Francesco, degli accordi di Parigi sul clima, dunque per la lotta ai cambiamenti climatici. Non un patrimonio solo da contemplare, bensì da gestire efficacemente, con turni di taglio regolari, per evitare desertificazione, crisi idriche, dissesto idrogeologico”.

Il testo della nuova legge esalta così i “servizi ecosistemici-ambientali” che 12 milioni di ettari di bosco svolgono non solo per le aree montane, ma per le intere collettività, tutti i territori, in una rinnovata sussidiarietà ambientale e territoriale che va costruita tra poli urbani e aree interne del Paese.

“Su questo stiamo lavorando a fondo – conclude Borghi – grazie alla Strategia nazionale per le Aree interne, alla Strategia per le Green Communities, a quanto disposto dal Collegato ambientale alla legge di bilancio 2015 e dalla legge sui piccoli Comuni”.

Cosa prevede la il Testo unico: la nuova legge forestale delinea criteri innovativi di programmazione e pianificazione forestale e fissa i criteri minimi uniformi per le attività di gestione forestale, demandando alle singole Regioni l’onere di declinarli tenendo conto dell’estrema varietà degli ecosistemi forestali italiani. La norma disciplina in modo nuovo la trasformazione di aree boscate in altra destinazione d’uso, mantenendo saldo il principio dell’obbligo di compensazione; individua i principi cardine per la promozione e l’esercizio delle attività selvicolturali di gestione, anche attraverso la pianificazione di piste utili ai lavori forestali.

La legge, inoltre, detta inoltre principi innovativi per facilitare e incentivare la gestione di superfici forestali accorpate, anche quando i proprietari siano molti e le superfici unitarie piccolissime; rilancia l’attività della filiera vivaistica forestale nazionale e pone il Ministero al centro di un coordinamento di Enti per la raccolta e la divulgazione di dati quantitativi e qualitativi sulle foreste.

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