Esplorare la Marsica con una MTB a pedalata assistita

21 aprile 2016

La prima folgorazione la ebbi qualche anno fa, provando occasionalmente una e-bike “moderna” – non uno di quei trabiccoli di ferro e piombo che avevano compromesso sul nascere l’immagine della bicicletta elettrica – per i saliscendi della città. Divertente, pratica, e veloce! Mi resi conto che quel mezzo, pur essendo ancora a tutti gli effetti una bicicletta, cambiava le regole del gioco.
Il prezzo purtroppo era in linea con le prestazioni e la cosa finì lì, ma il tarlo cominciò a scavare…

E così qualche anno dopo mi improvvisai importatore di e-bike nel tentativo di trovare prodotti con qualità europea a prezzo cinese. Il tentativo non fu molto fruttuoso, ma imparai molto e cominciai a considerare la cosa in termini imprenditoriali. In parallelo feci i primi esperimenti di conversione in elettrico di bici convenzionali, sorprendendomi a constatare come le mie prime creazioni reggessero bene il confronto con le bici importate. Ma soprattutto si confermava che l’e-bike, o meglio la bicicletta a pedalata assistita, poteva davvero rendere accessibili e appetibili concetti mobilità sostenibile che in zone “difficili” come le nostre [1] resterebbero inevitabilmente confinati in una nicchia. I ciclisti non devono fare la guerra agli automobilisti, men che meno una guerra santa: devono essere ed apparire più smart di loro, e diventare contagiosi.

Cominciai a convertire le bici degli amici arricchendo, se non altro, la mia esperienza. Dopo le prime stradali vennero giù dal chiodo le mountain bike, e lì ci fu la seconda folgorazione! Quando gli irriducibili mi chiedono cosa resti della bici se tolgo la fatica, rispondo che l’elemento qualificante della bicicletta non è la fatica, ma la libertà. Con una e-MTB si è liberi, volendo, anche di faticare, ma soprattutto di esplorare la natura senza ansie e limiti, rendendo questo piacere accessibile anche a chi non ha la possibilità, o la voglia, di allenarsi compulsivamente.

Presi a frequentare le fiere di settore, spacciandomi già per uno del mestiere. Da lì ad aprire una partita IVA il passo fu breve, anche se non proprio indolore, nella prospettiva di trasformare l’hobby in un secondo lavoro. Nel giro di un anno, ed è storia recente, il secondo lavoro è diventato primo e unico: non si porta avanti una missione (e tale mi sembra) nei ritagli di tempo.
Le scelte successive sono state tutte consequenziali. Ho acquistato e riportato in vita un sito storico dell’artigianato locale. Lì ho aperto un laboratorio lontano dai centri commerciali e dai nuclei industriali, ma vicino al cuore del borgo, che costituisce la mia riserva quotidiana di pace e bellezza.

E il borgo, che dopo anni di residenza anonima e pendolare è diventato il mio baricentro, svolge un ruolo primario nell’organizzazione dell’attività. Ovvero: le mie bici sono pensate per muoversi agevolmente per le ripide stradine acciottolate, completato l’assemblaggio vengono rigorosamente collaudate fino al castello che troneggia in cima al paese (e oltre, per le MTB!), e lì trovano la naturale sala di posa per le foto con cui le ritraggo a beneficio del web.
Non è un atteggiamento romantico o snobistico: l’obiettivo pratico è dimostrare che con le giuste e-bike tutti possono raggiungere e vivere, senza soffocarli, i più reconditi e inaccessibili angoli del borgo, sia esso Scurcola Marsicana o gli infiniti altri simili che la storia ci ha consegnato.

Vivere il borgo come baricentro operativo non significa averlo come limite. La dimensione della rete consente di conoscere e farsi conoscere ovunque, senza bisogno di insegne pacchiane o cartelloni ingialliti. Le mie bici circolano già a in molti posti dell’Italia centrale grazie a persone che hanno preferito fare diversi chilometri in più per aver modo di capire, sperimentare questa nuova dimensione della bicicletta, e infine definire insieme la configurazione ottimale.

Ma prima di invadere il globo con le mie biciclette c’è molto da fare, e ci sto provando, in questo territorio. Sono all’attivo o in progetto collaborazioni con le scuole, con le istituzioni, con le associazioni e con gli operatori turistici, il tutto per far conoscere e promuovere non le e-bike (per quelle basta il passa-parola) ma le nuove opportunità di fruizione del nostro territorio che le e-bike consentono, nella mobilità sostenibile come nel turismo responsabile.
Quando la cosa giusta diventa anche accessibile e piacevole, allora nuovi mondi si aprono. A noi resta il piacere di esplorarli.

Ernesto Papa

[1] Scurcola Marsicana (Aq).

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