Disegno di legge per i piccoli Comuni approvato alla Camera

3 ottobre 2016
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Sono 5.585 i Comuni italiani con popolazione sino ai 5.000 abitanti, quelli che si possono tecnicamente definire “piccoli Comuni”: con una popolazione totale di oltre 10 milioni di abitanti, i piccoli Comuni raccolgono il 16,59% del totale della popolazione nazionale e rappresentano il 70% del numero complessivo dei Comuni (fonte: comuniverso.it, elaborazione Ancitel su dati Istat al 01/01/2016).

Spesso ancora semplicisticamente definiti “territori minori”, il piccoli Comuni sono in realtà un motore importante per lo sviluppo dell’intero Paese, scrigni di potenzialità da concretizzare e valorizzare, spesso contesti in cui si realizzano buone pratiche e si sperimentano soluzioni innovative nelle quali le protagoniste sono le comunità locali.

Un concreto segno di cambiamento è avvenuto nella mattina di mercoledì 28 agosto, quando alla Camera dei Deputati è stato approvato all’unanimità il disegno di legge che stanzia 100 milioni di euro per risollevare proprio i piccoli paesi: 348 i sì per una proposta che, se supererà anche l’esame del Senato, diventerà ufficialmente legge.

Questo primo passaggio del disegno di legge rappresenta una conferma di quanto espresso anche nel Manifesto dei Borghi Autentici d’Italia:

Per la costruzione di una strategia di sviluppo economico e sociale per i piccoli e medi Comuni occorre partire dal “capitale territoriale“ inutilizzato presente in questi territori: il capitale naturale, culturale e cognitivo, l’energia sociale della popolazione locale e dei potenziali residenti, i sistemi produttivi (agricoli, turistici, manifatturieri). Il capitale territoriale delle aree interne è oggi largamente inutilizzato a causa del processo di de-antropizzazione richiamato in precedenza. In una strategia di sviluppo locale, il capitale non utilizzato deve essere considerato come una misura del potenziale di sviluppo. La presenza di soggetti propositivi che pure esistono in questi territori, come le imprese innovative e competitive, il saper fare diffuso di qualità, la tenacia e l’amore per un’ospitalità basata anche sulla valorizzazione di prodotti straordinari, ne possono rappresentare l‘innesco. Le politiche di sviluppo locale sono, in primo luogo, politiche di attivazione del capitale latente.”

Il disegno di legge appena approvato alla Camera contiene le “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici”. Si tratta di misure che implicherebbero lo stanziamento di una somma importante: parliamo infatti di un totale di 100 milioni di euro – 10 milioni di euro per il 2017 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023 – che saranno destinati a finanziare interventi di tutela dell’ambiente e dei beni culturali, mitigazione del rischio idrogeologico, messa in sicurezza delle scuole, l’acquisizione delle case cantoniere e ferrovie disabitate per realizzare circuiti turistici e promuovere la vendita di prodotti locali.

Tra le proposte di azione che il disegno di legge contiene spiccano quelle che renderebbero i piccoli Comuni più integrati e connessi ai territori circostanti, quei servizi indispensabili affinché le loro comunità abbiano le stesse opportunità di quelle che vivono in ambienti cittadini: parliamo, in questo senso, di forniture di servizi ambientali, sociali, energetici, scolastici, postali, artigianali, turistici, commerciali, di comunicazione e sicurezza, che spesso oggi non sono più presenti – o non sono sufficientemente strutturati – nei piccoli centri soprattutto delle zone interne.

Altre azioni di cui si parla nel DDL sono la diffusione della banda ultralarga e la realizzazione di percorsi in grado di portare i centri e i loro edifici a uno stato di efficientamento energetico tale da tutelare l’ambiente e ottimizzare l’uso delle risorse in un’ottica di sostenibilità.

Inoltre, argomento particolarmente centrale dopo il terribile terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto, emerge la necessità di riqualificare i centri storici secondo criteri di sicurezza antisismica.

La Camera ha dunque approvato quelli che si possono definire “aiuti utili”, che potrebbero incidere positivamente sullo sviluppo strutturale, economico e sociale delle aree che si trovano attualmente in maggiore difficoltà. Da ciò che emerge infatti da uno studio realizzato dal centro di ricerche Cresme per Legambiente e Anci, sono circa 2300 i piccoli Comuni (su un totale di 5.585) che in questo momento storico soffrono di un importante “disagio demografico ed economico”, disagio che nel tempo può portare al rischio di abbandono e spopolamento.

Le misure di questo disegno di legge, una volta approvato anche dal Senato, se attuate potrebbero andare a fermare queste situazioni di rischio, riportando al centro dello sviluppo dell’Italia i territori interni, i piccoli paesi e le loro comunità.

Redazione BAIBlog

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