Perché fare l’amministratore di un piccolo Comune?

13 agosto 2016
Nella foto Emilio Iampieri (consigliere Regione Abruzzo), Gavino Angius, ex Vice Presidente del Senato, Giovanni Meuti, Enzo D'Urbano, ex Vice Sindaco di Pereto, Giovanni D'Amico ex Sindaco di Morino ed ex Assessore regione Abruzzo, Michele Fina, ex assessore Provincia dell'Aquila.

Nella foto Emilio Iampieri (consigliere Regione Abruzzo), Gavino Angius, ex Vice Presidente del Senato, Giovanni Meuti, Enzo D’Urbano, ex Vice Sindaco di Pereto, Giovanni D’Amico ex Sindaco di Morino ed ex Assessore regione Abruzzo, Michele Fina, ex assessore Provincia dell’Aquila.

di Giovanni Meuti,

ex sindaco di Pereto (AQ)

Un interrogativo a cui si può dare una sola risposta: per passione e per amore del tuo paese.

Ebbene sì, è proprio la passione e l’amore per il tuo paese che ti fa trovare la forza e l’energia per amministrare il tuo Comune.

Questa domanda molte volte mi ha pervaso nella mente, soprattutto quando emergevano le difficoltà amministrative – che in un piccolo comune sono pressoché quotidiane – ma poi la passione e l’amore per il tuo paese hanno sempre prevalso su qualunque pensiero negativo.

Molte volte ti trovi a dover riflettere e fare scelte che riguardano i tuoi concittadini ed in quei momenti, assieme ai compagni di viaggio ma alcune volte anche in solitudine, pensi solo al bene comune e all’interesse del paese.

Ho avuto l’onore e l’orgoglio di avere avuto splendidi compagni di viaggio, che durante la mia esperienza di Sindaco mi hanno affiancato ed hanno con me condiviso scelte importanti per Pereto.

Avere una squadra che lavora in perfetta sintonia e simbiosi è sicuramente l’elemento più significativo ed utile per svolgere al meglio il mandato amministrativo.

Ricordo con grande piacere i 10 anni in cui ho ricoperto il ruolo di Sindaco di Pereto, che vanno dal 2001 al 2011 – ma anche quelli precedenti in cui ho ricoperto l’incarico di consigliere o assessore.

In quegli anni spesso il mio pensiero andava ai bisogni del paese e a ciò che poteva essere utile per migliorarlo. Al riguardo, mi tornano in mente le tante volte che, per ragioni diverse, mi trovavo in altri Comuni e cercavo di notare elementi, anche piccoli, utili per migliorare il borgo di Pereto. Dall’illuminazione all’arredo urbano, dalla segnaletica alle opere murarie: ogni elemento cercavo di immaginarlo e pensarlo per il mio Comune, magari adattandolo o migliorandolo.

Ebbene sì, essere amministratore di un Comune, in particolar modo di uno di piccole dimensioni, significa pensare sempre e costantemente a lui, nella sola ottica di poterlo migliorare e sviluppare.

Sviluppare, altro concetto che deve essere sempre presente in ogni azione amministrativa, anche se ciò, a volte, può implicare la necessità di compiere scelte non sempre immediatamente popolari, ma nella consapevolezza – non oso dire certezza – che esse portino sviluppo al paese.

Negli anni del mio mandato sindacale diverse sono state le scelte che abbiamo attuato, sempre nell’ottica di far sviluppare il borgo di Pereto.

Tra queste, senza dubbio, rientra quella di aver inserito il paese nell’ambito dell’Associazione Borghi Autentici. Anzi, voglio essere ancor più oggettivo, quella di aver dato avvio nel 2005, assieme alla Provincia di L’Aquila, alla presenza dell’Associazione BAI all’interno dell’Abruzzo, che ha visto nella fase iniziale l’inserimento di 9 Comuni aquilani.

L’idea di costruire una rete di ricettività diffusa per un borgo come quello di Pereto, ma anche come quello di tanti altri Comuni abruzzesi e italiani, era geniale allora e lo è ancor di più oggi in un momento di stagnazione dell’economia, dovuta per lo più alla crisi dei sistemi di sviluppo economico basati sul modello industriale.

Il recupero e la valorizzazione dei borghi – intesi come beni storici e naturali – associato ad una giusta politica di sviluppo, non può che esser utile per la crescita economica dei singoli territori, con inevitabili conseguenze positive su scala larga, provinciale, regionale e nazionale.

 

 

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