24 ore a Saluzzo, guida di viaggio nell’area MaB Monviso

18 aprile 2017
guida di viaggio mab monviso

L’area Man and Biosphere del Monviso è stata istituita nel 2013 e da allora i progetti per la tutela del paesaggio e la valorizzazione della cultura locale si sono susseguiti fino ad oggi, per creare un distretto d’eccellenza a livello ambientale e turistico. Sarà per questo che l’area del Moviso e delle Valli Occitane, di cui Saluzzo è il maggiore centro di riferimento, è uno dei luoghi da non perdere per tutti gli amanti della vita all’aria aperta, della cultura e delle tradizioni. Del Piemonte si conoscono bene le Langhe e il Roero, inseriti nelle liste dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Si conoscono meno invece le Valli Occitane e l’area geografica che gravita attorno allo splendido Monviso. Quella che vi proponiamo oggi con il nome di “24 ore a Saluzzo” è una guida di viaggio nell’area MaB Monviso, tra frutteti, storia e antichi sapori.

Come arrivare a Saluzzo

Saluzzo, borgo autentico e Comunità Ospitale, si trova in provincia di Cuneo ed è situato a circa 65 km dal confine francese con il Parco Naturale del Queyras. Al momento è possibile raggiungere Saluzzo in auto, arrivando dalle maggiori città italiane e percorrendo l’E70 fino ad Asti Est, in seguito l’A33 in direzione Alba – Savigliano. Mentre per chi arriva all’aeroporto di Torino è necessario percorrere la tangenziale sud di Torino, che diventa in seguito l’A55 Torino – Pinerolo e infine la SP139. La stazione ferroviaria più vicina a Saluzzo è quella di Savigliano, ma è stato annunciato che entro il 2018 sarà riaperta la tratta che arriva fino a Saluzzo, facilitando notevolmente gli spostamenti verso il borgo.

 

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Salita al Castello – Saluzzo

 

Cosa fare a Saluzzo

Saluzzo è l’antica capitale del marchesato e come tale, custodisce un immenso patrimonio storico e culturale. La cittadina è divisa in due parti principali: c’è la parte alta dove hanno sede la Castiglia e il borgo antico e c’è la parte bassa, dove invece hanno sede le istituzioni e gli edifici più moderni. Oltre a questo, Saluzzo è anche una Comunità Ospitale per il modo in cui ha deciso di accogliere i propri ospiti, facendoli sentire cittadini temporanei. Saluzzo non è solo un borgo autentico da visitare, ma è una destinazione da vivere, che ti porta alla scoperta delle autenticità locali facendoti provare vere e proprie esperienze di viaggio. Per questo a Saluzzo i viaggiatori non collezionano solo foto, ma momenti da ricordare per sempre. Un esempio?

Le nostre 24 ore a Saluzzo della guida di viaggio nell’area MaB Monviso iniziano con un’escursione a piedi o in bicicletta alla scoperta del centro storico, dalla parte alta dove ha sede la Castiglia con i suoi musei (Museo della Civiltà Cavalleresca e Museo della Memoria Carceraria), si prosegue lungo la Salita al Castello, uno degli scorci più belli della Comunità Ospitale. Su questa via ha sede Tasté Move, un negozio di prodotti tipici dell’enogastronomia locale, ma anche la splendida Torre Civica. Poco distanti ci sono la Chiesa di San Giovanni e il Museo Civico Casa Cavassa, entrambi da non perdere se si vuole capire veramente la storia di Saluzzo.

 

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Dopo la visita al centro storico, si prosegue con l’itinerario che raggiunge Castellar, attraversando la collina verde della Chiesa di San Rocco per arrivare alla chiesa campestre di S. Ponzio, immersa tra i frutteti. Si prosegue poi per Castellar, un borgo alle porte di Saluzzo situato in una conca e circondato da vigneti di Pelaverga. Durante questo itinerario si ha una visione completa dell’anima del territorio saluzzese: i frutteti e le bellezze naturalistiche da una parte, gli affreschi, le antiche chiese e la cultura dall’altra. A far da sfondo a questo meraviglioso percorso c’è sempre il Monviso, con le sue valli occitane ricche di cultura, storia e tradizioni.

Le 24 ore a Saluzzo si concludono con una visita a un birrificio artigianale che esprime nei suoi prodotti, il forte legame che ha con la Valle Varaita: acqua di sorgente, insieme a orzo e frumento coltivati secondo metodi tradizionali. Questo è il primo birrificio in Italia a utilizzare una caldaia a legna, alimentata con legna di scarto che proviene dalla pulizia dei torrenti. In questo modo, oltre a degustare un prodotto artigianale fatto con materie prime d’eccellenza, si può scoprire anche l’amore e la dedizione dei mastri birrai verso il territorio e la sostenibilità ambientale.

Se a questo punto ti sarai innamorato di Saluzzo e delle sue tradizioni, sappi che c’è tanto altro ancora da vedere seguendo i percorsi naturalistici della Valle Maira e della Val Varaita

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