CVTà Street Fest, quando un evento abbraccia la comunità locale

5 maggio 2016

Dal 21 al 24 aprile nel mio borgo, Civitacampomarano, si è svolto il CVTà Street Fest, un festival dedicato alla street art che ha portato una ventata di arte e condivisione in paese. Per me e per tutti noi è stata una grande emozione vedere il borgo animarsi, colorarsi, intrecciare arte e identità locale, al di là di ogni migliore aspettativa.

Quello che mi preme sottolineare, oltre alla riuscita della manifestazione, è la grande partecipazione che ho potuto vedere nella mia comunità: questo festival, che non nasce come una semplice quattro giorni d’arte ma che già dalla sua concezione è stato ideato come un’iniziativa che abbracciasse il borgo e la sua comunità, ha visto il coinvolgimento di tutti e questo è il risultato più grande. Già dall’avviso che abbiamo pubblicato ad ottobre per raggiungere chi avesse voluto mettere a disposizione i muri della propria abitazione per le opere degli artisti ospiti abbiamo potuto notare che tantissimi hanno scelto di partecipare. Poi, durante l’evento, si è creata una vera simbiosi tra gli artisti e la comunità e gli artisti stessi hanno sottolineato che qui hanno respirato un’atmosfera magica che ha permesso loro di di avere un contatto profondo con gli abitanti del borgo, cosa per nulla scontata.

È per questo che il nostro successo è innanzitutto la partecipazione della comunità, dai più piccoli ai più anziani, e questo si nota anche dalla frase che più spesso mi sento dire in questi giorni: “ma la rifacciamo?”. Per noi è una grande conferma: abbiamo realizzato un evento con un’anima.

Per quanto riguarda la partecipazione da fuori, nelle quattro giornate sono state coinvolte circa 4.000 persone e questo nonostante un meteo poco clemente che probabilmente ha scoraggiato chi sarebbe dovuto partire da lontano e magari ha rinunciato. In ogni caso siamo molto felici della grande presenza di pubblico, soprattutto il sabato e la domenica la concentrazione di gente era incredibile per un piccolo borgo come il nostro!

Un’altra particolarità di questa manifestazione è stato il bellissimo incrocio che si è creato tra la street art e l’enogastronomia locale. In questi quattro giorni abbiamo proposto piatti legati alla nostra identità culinaria: il 1 maggio noi festeggiamo per la seconda volta durante l’anno San Giuseppe (la prima è il 19 marzo) e la tradizione vuole che le famiglie invitino tre persone che rappresentano la Sacra Famiglia e cucinino 13 pietanze… ecco, noi abbiamo riproposto questi piatti: il riso con il latte, i ceci con l’olio, il pane fritto con l’uovo, insomma piatti poveri che raccontano la nostra storia, che in questa occasione l’hanno raccontata anche a chi veniva da fuori e prima non la conosceva.

Un altro momento importante è stato il conferimento della cittadinanza onoraria a Alice Pasquini, perché grazie a lei e alle sue capacità abbiamo raggiunto importanti risultati, anche in termini di visibilità mediatica.

Insomma, la cosa più bella è aver raggiunto tutte queste persone che non conoscevano la nostra realtà e che adesso invece la conoscono e magari la racconteranno ad altri, torneranno a trovarci… e non solo ragazzi, ma anche persone adulte che grazie alla street art hanno scoperto questo angolo d’Italia, il nostro borgo.

Paolo Manuele – Sindaco di Civitacampomarano

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