Consumo di suolo: approvato alla Camera disegno di legge

29 luglio 2016

Il 12 maggio di quest’anno è stato approvato alla Camera il disegno di legge sul “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato”, presentato due anni fa dall’allora Ministro dei beni e attività culturali e turismo Massimo Bray.

Il disegno di legge, noto anche come “Salva suoli”, è stato fortemente voluto dal forum Salviamo il Paesaggio, che per anni ha lavorato per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di un provvedimento legislativo a tutela del suolo libero in territorio italiano.

Sul perché dell’importanza di un’iniziativa legislativa in merito, si è espressa anche Slow Food, sostenendo che:

Il consumo di suolo comporta una profonda alterazione dei cicli naturali. Questo rende critica la condizione di disponibilità di questa risorsa naturale che è, inoltre, limitata e sostanzialmente non rinnovabile, a causa dei tempi estremamente lunghi di ripristino e di formazione. Il deterioramento del suolo ha ripercussioni dirette sulla qualità delle acque e dell’aria, sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici, sulla sicurezza dei prodotti destinati all’alimentazione umana e animale e incide direttamente sulla salute dei cittadini.

Come spiega bene Slow Food, questo significa che, per esempio, un suolo in condizioni di salute è una riserva di carbonio, mentre ad oggi, a causa dell’eccessiva cementificazione, è come se in Italia ci fossero 4 milioni di auto in più ad inquinare l’ambiente. Inoltre un suolo sano sa assorbire le piogge riducendo il rischio di frane e questo è particolarmente importante in un momento nel quale le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e drammatiche.

In questo senso, un disegno di legge che si prefigga di contenere il consumo di suolo è sicuramente un passo importante. Nonostante questo, Slow Food segnala alcune criticità del testo: in particolare, per quanto riguarda la definizione di “consumo di suolo”, che, si specifica, avviene in aree agricole, naturali e seminaturali ma da queste ultime sarebbero escluse «le superfici destinate a servizi di pubblica utilità di livello generale e locale previsti dagli strumenti urbanistici vigenti per le aree destinate a infrastrutture e insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale per i quali è comunque obbligatorio che i progetti prevedano interventi di compensazione ambientale di entità equivalente, nonché per i lotti e gli spazi inedificati interclusi già dotati di opere di urbanizzazione primaria e destinati prevalentemente a interventi di riuso e di rigenerazione». Ciò comporta una grande difficoltà di monitoraggio del suolo perché non esistono, al momento, dati su tali eccezioni e perché esse causerebbero un doppio sistema di monitoraggio – italiano ed europeo, che ha diversi criteri di definizione – che sicuramente complicherebbe le operazioni di tutela.

In ogni caso, sicuramente una decisione istituzionale di questo tipo è un passo di grande rilevanza per cambiare le politiche e le azioni in ambito di edificazione: il percorso da compiere sarà lungo e complesso ma la presa di posizione delle istituzioni rappresenta un importante punto di partenza. Tutelare il suolo per tutelare il nostro Paese.

Redazione BAIBlog

***

Il testo completo del disegno di legge è scaricabile a questo link: http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0016670.pdf

Potrebbero interessarti