Condividere le buone pratiche

5 maggio 2016

Per buona prassi o buona pratica, talvolta anche miglior pratica o migliore prassi (dall’inglese best practice) si intendono le esperienze, le procedure o le azioni più significative, o comunque quelle che hanno permesso di ottenere i migliori risultati, relativamente a svariati contesti e obiettivi preposti. […] A seconda dell’àmbito, le migliori prassi possono essere definite come raccolta di esempi, procedure, esperienze passate che vengono opportunamente formalizzati in regole o piani che possono essere seguiti e ripetuti.

(Wikipedia)

Nella definizione di “buona pratica” emerge con forza il concetto di “ripetizione”: una buona prassi è tale se non rimane un caso isolato, ma se diventa il punto di partenza per una emulazione positiva, che possa portare risultati positivi anche in altri contesti, in altre situazioni simili a quella di partenza.

Ancora di più se ci caliamo nella realtà, le buone pratiche acquistano valore quando creano un circuito virtuoso di miglioramento, quando vengono comunicate, raccontate, condivise e quindi fatte proprie da altri soggetti che prendono spunto da esse per migliorare il proprio contesto, come può accadere per gli enti locali che, venendo a conoscenza di iniziative utili in altri territori, prendono esempio e le replicano o le adattano alle proprie esigenze, raggiungendo in ogni caso risultati positivi per il proprio territorio e per le comunità locali.

È con questo obiettivo di condivisione di buone pratiche che nasce sprecozero.net, il portale nato da un’idea di Stefano Mazzetti, Sindaco di Sasso Marconi, e di Andrea Segré, presidente di Last Minute Market, e che vede il sostegno dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e del Ministero dell’Ambiente, che ha stipulato con l’ANCI un protocollo d’intesa per diffondere a livello nazionale le buone pratiche contro ogni forma di spreco.

Il portale consente lo scambio di buone pratiche tra amministratori locali al fine di ridurre al minimo ogni forma di spreco, non solo alimentare ma di ogni genere.

Si tratta di un importante esperimento di condivisione, in grado di generare un circolo virtuoso di miglioramento e buona amministrazione.

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