Siniscola, antico borgo di tradizioni

7 luglio 2016

Il paese di Siniscola sorge ai piedi del Montalbo e si distende verso un azzurro mare cristallino delimitato da bellissime spiagge, in un turbinio di colori. Capoluogo della Baronia a metà strada tra la Gallura e la Barbagia, Siniscola conserva ancora intatti il carattere, le tradizioni e le antiche usanze dei paesi agropastorali. Ricca di esperti artigiani e famosa per la lunga tradizione ceramista dovuta alla ricchezza di argille pregiate, Siniscola è rinomata anche per le produzioni agroalimentari, gli ottimi formaggi e gli abili artigiani che modellano la pelle, il legno e i metalli, creando oggetti tradizionali e innovando con originali pezzi artistici.

Di tempo ne è passato da quando Siniscola era un paese di forma triangolare e fortificato, che viveva nel timore dei pirati che infestavano le sue coste, sempre pronto a difendersi dagli attacchi. Di quel periodo rimangono le torri costiere di Santa Lucia e San Giovanni e alcuni resti antichi nel paese, anche se tanti racconti e le leggende si tramandano ancora  davanti al fuoco, nelle lunghe serate invernali.

Le prime documentazioni che attestano l’occupazione del territorio di Siniscola risalgono al Mesolitico e al Neolitico. Sono infatti visitabili, a circa tre chilometri dal centro abitato, le domus de’ Janas di Cuccuru ‘e Janas nella strada provinciale tra Siniscola e La Caletta. Di epoca più recente, appartenenti all’Età del Bronzo, sono i numerosi nuraghi censiti nel territorio del paese. Molti di questi sono per gran parte distrutti dal tempo e dal saccheggio incontrollato avvenuto in epoche diverse. Alcuni di questi, però, insieme alle tombe di giganti, testimoniano comunque la maestosità dell’epoca nuragica. Si ricordano, a tale proposito, il Nuraghe Gorropis, Punta ‘e Nurache, Paule e’ Luca, Sa Gurutta, Sa Domo Bianca, e le tombe di Giganti di Su Piccante e di Sas Colovranas.

Di notevole interesse, non solo per l’archeologia, ma anche per le caratteristiche geologiche, sono le numerose grotte naturali situate nell’area calcarea del Monte Albo e nei versanti del Monte Latu, nella direttrice verso Olbia. La natura calcarea ha dato luogo ai tipici fenomeni carsici. Sono visitabili, infatti, le grotte di Sa prejone e’ s’orcu, Duar Vuccas, e la cavità di Sa Conca ‘e Locoli, una cavità naturale sulla parete che costituisce il naturale sbocco di un fiume sotterraneo situata alle falde del Monte Albo.

Le feste locali costituiscono tutt’ora un momento fondamentale la comunità locale. La festa della Madonna delle Grazie, per la sontuosità delle manifestazioni civili e religiose, è l’espressione locale più vistosa di una religiosità popolare che si manifesta anche nelle feste di San Giovanni, Sant’Antonio, nel Carnevale tradizionale, nelle commemorazioni dei defunti e nelle numerose sagre campestri di San Pietro, San Giacomo, San Giuseppe, Madonna della Salute Luittu e Santa Lucia, dove è ancora possibile rintracciare modi e consuetudini di vita popolare ancora totalmente immutati.

Nel XIX secolo si consolidano le tradizioni popolari, l’abbigliamento, le usanze e i caratteri della religiosità, con rituali per molti aspetti simili a quelli di altri centri sardi ma hanno una propria identità inconfondibile. Questi aspetti, insieme alla lingua locale, costituiscono ancora oggi gli strati più tipici e autentici di una cultura locale rintracciabile nella ritualità popolare e in diversi momenti della vita quotidiana.

I siniscolesi amano la festa e la buona compagnia: non c’è mese dell’anno senza qualche ricorrenza particolare che anima il villaggio o le sue ridenti frazioni costiere, non mancano mai le buone occasioni per festeggiare e banchettare insieme coi piatti tradizionali della nostra comunità. Le donne solitamente si ritrovano per preparare i dolci tipici della festa: c’è da dire che quasi ogni festa ha i suoi dolci tipici, da “su pistiddu” a “sas casatinas”, passando per “s’aranzata” e “sos papassinos“, mentre l’unico dolce che accompagna tutte le celebrazioni più importanti è “Sa Pompìa intrea“, ricavato dopo una lunga e laboriosa cottura nel miele della parte bianca che
si trova sotto la scorza dell’agrume più famoso che cresce solamente nelle campagne siniscolesi, Sa Pompia, che dal 2004 è entrato a far parte della famiglia dei presìdi Slow Food.

Non esitate a venire a trovarci… saremo felicissimi di accogliervi a Siniscola, a scoprire nuovi sapori, odori, colori. E noi.

Gianfranca Carta

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