Sardara, borgo termale di cultura e sapori

30 giugno 2016

Sardara si trova in quella fertile pianura chiamata Campidano, nel sud Sardegna. Alle sue spalle la protegge la collina de Su Pibizziri, dalla quale si gode un panorama incantevole dominato da uno sperone roccioso con l’antico castello di Monreale. Chi attraversa la Sardegna da nord a sud noterà sicuramente questo borgo, situato a metà strada fra Cagliari e Oristano, lungo la SS 131.

Purificatoria e rigeneratrice, Sardara raccoglie in sé tutta la forza degli elementi naturali, in particolare dell’acqua, fondendola con le straordinarie opere artistiche e artigianali della sua gente. Ma la vera forza di Sardara sta nelle preziose risorse della natura. Da tempi remoti, infatti, le qualità benefiche e rigeneranti delle sue acque termali la rendono unica in tutta la Sardegna. A questo si unisce il piccolo e grazioso centro storico.

Abitata sin dal Paleolitico e Neolitico, il paese di Sardara è costruito sopra un insediamento nuragico con annesso tempio a pozzo: l’imponente zona sacra di S. Anastasia nel centro dell’abitato, dove si praticava il culto dell’acqua. Questo luogo rappresenta un vero e proprio unicum in tutta la Sardegna. Visitare la comunità di Sardara vuol dire passeggiare per suoi viottoli acciottolati, soffermarsi a guardare le tradizionali case campidanesi a corte con i loro antichi portoni, che ancora recano le incisioni dei simboli d’appartenenza. Le case sono curate in ogni singolo dettaglio, i fiori colorati adornano le finestre racchiuse in intrecci di trachite.

Percorrendo le vie del borgo si può ammirare la parrocchiale della B.V. Assunta, con le sue statue e l’organo a canne del XVIII secolo, la chiesa di San Gregorio Magno, risalente ai primi decenni del XIV secolo, un interessante esempio di transizione dal romanico al gotico con la caratteristica bifora che si apre sull’abside e la statua lignea del santo realizzata con la tecnica dell’estofado de oro e il Civico Museo Archeologico «Villa Abbas»: due piani dove si trovano reperti che vanno dal periodo prenuragico a quello medievale e dove sono esposte le ricercatissime ceramiche che riproducono manufatti nuragici.

Fuori dall’abitato a pochi chilometri dal paese, nella zona termale, è posta la chiesetta di Santa Maria de is Acquas, nel sito della stazione termale romana delle Aquae Neapolitanae. Oggi è Santuario Diocesano e meta di pellegrinaggio nei giorni della festa intitolata alla Madonna delle Acque. La chiesetta di Santa Maria Acquas poggia su antiche edificazioni dei primi secoli dell’era cristiana: è tra i principali centri di devozione e testimonianza cristiana dell’intera Sardegna. Nel mese di settembre la chiesa ospita un’importante festa religiosa a cui partecipano ogni anno migliaia di pellegrini.

Sardara è da sempre paese rurale e agricolo e questo ha contribuito fortemente a sviluppare una cucina basata su prodotti naturali e genuini, il frutto del lavoro nei terreni locali. Qui è possibile gustare ottimi prodotti dell’orto, frutta, olio d’oliva, formaggi, ma soprattutto salumi, come la salsiccia, il prosciutto, il lardo e il filetto di maiale aromatizzato con i profumi della macchia mediterranea. Dalle case fuoriescono profumi intensi, come l’aroma del pane civraxiu appena sfornato, il profumo delle carni arrosto e dei sughi che bollono sul fuoco, il sapore intenso dei piatti allo zafferano e il gusto dolce degli amaretti, dei gueffus e dei biancheddus.

Sardara, paese termale, Borgo Autentico d’Italia e bandiera arancione del Touring Club, è una comunità che guarda al futuro, mantenendo sempre le solide radici nel passato. Gli ospiti qui possono vivere momenti di tradizione ma soprattutto di quotidianità, diventando autentici protagonisti di un viaggio sensoriale, di un’esperienza unica.

Alessandra Massenti

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