Minervino di Lecce, perla dell’entroterra pugliese

30 giugno 2016

Situato nell’entroterra idruntino, a pochi chilometri dalla costa est del Salento, il Comune di Minervino di Lecce si estende in gran parte sul bassopiano delle Serre di Poggiardo e di Giuggianello e comprende le frazioni di Cocumola e Specchia Gallone. A dominare il territorio è senz’altro il paesaggio rurale, con le sue le distese di ulivi secolari intervallate da muretti a secco e da costruzioni di varia dimensione conosciute come specchie (cumuli di pietre),pajare e furneddhi, ricavate dal dissodamento delle terre da coltivare.

In questa cornice sorgono i primi insediamenti a partire dall’Età del Bronzo, come testimoniano i numerosi dolmen e menhir rinvenuti nella zona. Il Dolmen Li Scusi, datato tra il V e il III millennio a.C., è stato il primo dolmen rinvenuto dagli studiosi in Italia nella seconda metà dell’800 e deve il suo nome a un termine dialettale salentino che significa “nascondere”. Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, poco prima di mezzogiorno, un raggio di sole penetra nel foro superiore del lastrone di pietra creando un magico cerchio luminoso.

Tra le bellezze artistiche del territorio si distingue la Chiesa Madre di San Michele Arcangelo: riedificata intorno alla metà del XVI secolo sulle fondamenta di una precedente struttura, rappresenta una delle più incantevoli chiese rinascimentali del Salento che richiama quello della Basilica di Santa Croce di Lecce per l’ampio rosone barocco.

Da non sottovalutare è il patrimonio culturale che la comunità ospitale di Minervino conserva con molta premura: ne sono un esempio le tradizionali “Tavole di San Giuseppe” la cui origine probabilmente risale al periodo medioevale, quando era usanza da parte del “signore” del luogo offrire da mangiare una volta all’anno a tutti i poveri. In riferimento a questa consuetudine, alcune famiglie preparavano grandi quantità di “massa” da distribuire ai vicini, ai conoscenti e anche ai poveri. La tradizione non si limita alla preparazione delle tavolate, ma il rituale comincia all’inizio del mese dove in molte famiglie si prepara la “massa” e il pane. Qualche giorno prima, tutta la famiglia del devoto, spesso anche il vicinato, è impegnato nella preparazione delle tavolate. Queste vengono imbandite nella stanza più ampia della casa e si presta tutta l’attenzione possibile per la buona riuscita delle pietanze, perché al Santo si deve dare il meglio.

Entrato a far parte dal 2010 alla rete Borghi Autentici d’Italia, il borgo di Minervino di Lecce ha intrapreso un percorso che mira a migliorare la qualità della vita della comunità stessa e di conseguenza dei visitatori che potranno lasciarsi cullare dal ritmo lento del borgo e saranno accompagnati a vivere un’esperienza lontana da quella del turismo di massa per vivere un viaggio fatto di emozioni.

Aleandra Minerva

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