Forni di Sotto tra miti e leggende

7 luglio 2016

In un tempo come quello in cui stiamo vivendo, in cui non ci si stupisce più delle piccole cose, l’informazione è a portata di mano e le credenze antiche si sono perse da tempi remoti, voglio raccontarvi della mia Comunità Ospitale, Forni di Sotto, un piccolo paese di 600 abitanti, i cui giovani sono ancora in contatto con gli anziani del paese e ogni tanto dedicano del tempo a questi tesori di memoria e di saggezze, momenti in cui i giovani possono ancora imparare qualcosa di sano e genuino del proprio territorio, attraverso la narrazione fantastica e appassionata di miti, leggende ed esseri mitici che “una volta” popolavano le campagne e le montagne che circondano Forni di Sotto. Cominciamo!

“L’Orcal”

È lui l’eroe delle favole che le nonne raccontano ancora oggi ai bambini e che le mamme citano per intimidire i ragazzi. “A ven ben l’orcal a mangiâci, a puartâci vie” (arriva l’orco a mangiarti, a portarti via). L’Orcal è un essere mitologico dalla statura gigantesca, con la testa letteralmente tra le nuvole, che scuote le terra, asciuga i fiumi, tuona e infiamma.

Come narrò Mie di Coleto, signora scomparsa anni or sono, sembra che l’Orcal sia sparito dopo il Concilio di Trento (1600), a seguito dell’ordine di installare una croce a ogni incrocio di sentieri e di vie. Tante croci messe in quell’anno sono ancora tutt’ora visibili.

“La Rudee”

Essere mitologico femminile paragonato a una strega o a un’anziana signora malefica il cui nome si rifà a Erodiade, che per gelosia e odio ha fatto tagliare la testa a Giovanni Battista. Erodiade è colei che rende sterili le piante e le donne, è il simbolo del non riuscito e del non nato. La Rudee si dice passasse di casa in casa, la sera del 5 gennaio, a controllare il lavoro delle donne, lasciando sporco o escrementi sui lavori incompiuti.

Ancora oggi, per celebrare la riuscita e il compimento di un lavoro, è usanza organizzare il “Licôf” una piccola festa, con un brindisi.

“La Magne”

Magne è il nome che viene dato a un serpente ritenuto di dimensioni eccezionali. A Forni di Sotto questo serpente è molto rispettato, perché si pensa abbia poteri magici portatori di disgrazie e di morte. La Magne è la madre di tutti i serpenti, appare all’improvviso e striscia tra le gambe senza farsi vedere, morde senza che la vittima se ne accorga, penetra nei muri e nei fori e porta con sé la morte.

“Las Stries”

Le streghe appartengono a tutte le letterature e a tutte le tradizioni popolari. La credenze legate alle streghe a Forni di Sotto erano tali che tutt’ora esiste un luogo, più specificatamente una valle sotto il monte Bivera, che si chiama Plan da Las Stries (Pian delle Streghe). Da quella zona si diceva che, quando arrivava il temporale, le streghe battevano tempesta e lì si raggruppavano le nuvole. Il brutto tempo però scendeva dal monte Priva, dove veniva accompagnato dai dannati e dalle streghe sui “ciadreons dai danâz” (creste e rocce dalle forme strane).

“La Lastre dai Segns”

Vicino al Plan da Las Stries, c’è un vecchissimo sentiero che porta a Sauris, costeggiato da un ruscello, il Riù da las Vôltes, che percorre un centinaio di metri e poi, a un tratto, sprofonda sotto terra.Lì c’è la Lastre dai Segns (Lastra dei segni): una roccia levigata sulla quale sono incisi segni stranissimi e mai decifrati. La leggenda fa presto a nascere: quale potenza ha inciso nella roccia il suo messaggio? Chi avrà fatto quei segni?

Tante leggende per un territorio unico e sconfinato, dunque. Tante credenze popolari che ancora oggi si raccontano ai bambini e si tramandano di famiglia in famiglia. Un piccolo tesoro da conservare, assieme alla nostra unicità linguistica, alle nostre tradizioni enogastronomiche e al nostro tipico vivere di montagna.Mandi!

Mara Sala

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