Le comunità di cambiamento

2 dicembre 2014

Conoscere le Comunità di Cambiamento, una nuova realtà promossa da Borghi Autentici, a favore della partecipazione attiva dei cittadini, alla progettazione del territorio

A Bruxelles, il 2 dicembre si svolge la conferenza sullo stato di avanzamento, nell’UE, della governance multilivello che si basa sull’apprendimento reciproco, la condivisione di buone pratiche e lo sviluppo ulteriore della democrazia partecipativa ad ogni livello di governo. L’attenzione sarà posta anche sulla cittadinanza attiva.

Lo sviluppo di una cittadinanza attiva è anche il fulcro del progetto BAI denominato “Comunità di Cambiamento”. Nel borgo autentico di  Melpignano (LE), a luglio di quest’anno, dopo l’esperienza pilota dei Borghi della Felicità è stato avviato il progetto della Comunità di Cambiamento che attraverso  la progettazione partecipata si pone come obiettivo iniziale la valorizzazione di un bene collettivo quale la Mediateca.

Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano e Presidente di Borghi Autentici d’Italia, spiega che  

“una Comunità di Cambiamento è un dispositivo sociale  finalizzato a rigenerare il tessuto civile e socio-economico della comunità su cui agisce, dove attori del cambiamento sono  le persone e le diverse comunità che queste esprimono. Essa ha l’obiettivo di individuare e interpretare i fulcri del cambiamento attorno ai quali si genera ed evolve lo sviluppo  socioeconomico e culturale, nel tentativo di superare modelli e teoremi rilevatisi inadeguati sia ad interpretare e sia a dare risposte efficaci ed efficienti  alla complessità dei fenomeni che compongono la nostra realtà quotidiana.”

Ma  è  “fondamentale definire prima e comunicare poi il progetto della Comunità di Cambiamento, i suoi ambiti, gli scopi, il meccanismo di funzionamento” e bisogna farlo  “ in modo trasparente e comprensibile  a tutti,” affinchè l’intera cittadinanza possa sentirsi coinvolta ed evitare l’ingenerarsi di aspettative non consoni.

melpignano_comunità

Il passo successivo è quello di “ focalizzare l’attenzione su obiettivi e azioni concrete che non siano imposti dall’esterno, ma individuati tra quelli giudicati maggiormente rilevanti e motivanti dai partecipanti stessi,  rispetto  alle loro aspettative  di cambiamento. Contemporaneamente occorre definire, sempre in modo trasparente e partecipato, ruoli, modalità e regole di lavoro e pretenderne il pieno e puntuale rispetto.”

Quindi è la Comunità che definisce gli obiettivi e per ognuno “l’azione comunitaria da  concretizzare in un progetto condiviso che sia in grado di stimolare e sollecitare il riscontro e il supporto non solo delle amministrazioni locali con cui la Comunità di Cambiamento dovrà essere in costante e aperto dialogo, ma anche di tutti i cittadini al fine di favorire la più ampia ed effettiva partecipazione e possibilità di contribuzione da parte dei singoli. ”

Affinchè i cittadini si sentano pienamente coinvolti e stimolati , sarà necessario comunicare di volta in volta  le tappe raggiunte e monitorare costantemente il gap  ancora esistente rispetto agli obietti prefissati e rispetto alla qualità del lavoro svolto.

Nonostante nelle attuali democrazie rappresentative, spesso l’individuo venga incoraggiato a rivendicare benefici e tutele , ma scoraggiato ad intervenire nelle scelte politiche per non essere d’intralcio alle decisioni degli amministratori, Ivan Stomeo, da Sindaco ha deciso di impegnarsi nella costruzione di una Comunità di Cambiamento perchè

Una Comunità di Cambiamento mette in atto un processo utile ad individuare ed esplorare tutti gli interstizi in cui introdurre le leve che favoriscono un cambiamento oggi molto desiderabile e necessario perché ha l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e il disagio sociale, favorire la modernità attraverso l’integrazione e l’innovazione, preservare e valorizzare le culture, generare nuove forme di solidarietà e appartenenza, individuare e realizzare processi di sviluppo sostenibile per le persone e i loro territori. Ed è straordinario e fantastico vedere dei giovani che si siedono intorno ad un tavolo e discutono della propria comunità.

E aggiunge

“La Comunità di Cambiamento attiva processi di esplorazione collettiva di nuovi campi di progettazione e organizzazione del sociale, affiancando dal basso la progettazione politica e amministrativa istituzionale. E tutto ciò si può realizzare solo se si decide di “mettere al centro” le persone e i loro bisogni, valorizzandone le intelligenze e le competenze, attivando effettivi processi di ascolto e di riscontro. I processi della Comunità di Cambiamento così definiti possono ragionevolmente favorire l’evoluzione partecipata e sostenibile della Comunità, ri-attivare e sostenere i processi di confronto e condivisione, e quindi aumentarne il tasso di fiducia e felicità.”

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