Il caso del verde diffuso nei medi e piccoli comuni italiani

9 settembre 2016

Giovedì 8 settembre è uscito sul blog un articolo dedicato all’ultimo rapporto Istat dedicato al verde urbano. Vorrei parlare qui di piccoli e medi comuni e non solo di grandi città o comuni al di sopra dei 15.000 abitanti.

La Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, è il principale punto di riferimento a scala nazionale sul tema, introducendo importanti indicazioni per gli amministratori locali circa la promozione e l’incremento del verde urbano attraverso una serie di iniziative e pratiche (che ritroviamo censite nella banca dati GELSO, di Ispra). Questo movimento di interesse verso l’ampliamento della dotazione di verde urbano ha il primo impulso a partire  dalla legge del 1992 “Un albero per ogni neonato”  che obbligatoriamente prevede, per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, di mettere a dimora un albero per ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica.
Obbligo che per i comuni più piccoli non c’è, ma nella realtà hanno intrapreso questo avvio, per loro volontario,  numerosissimi comuni medi e piccoli che hanno in questo modo portato o rinvigorito il verde dei loro borghi e cittadine.

Non li troviamo in nessuna banca dati, sono troppi forse da analizzare (ricordo che i comuni italiani con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti sono 7.255, rappresentano 24.375.788,00 di abitanti residenti in Italia, gestiscono e cercano di gestire al meglio oltre 236.000 kmq. di territorio ovvero oltre il 78% della superficie nazionale)  e l’apporto che essi danno in termini di verde periurbano, aree protette, orti familiari, superfici boscate è gigantesco.

Annoverano la maggiore superficie di aree naturali protette tra cui i Parchi Nazionali, garantiscono un polmone verde a tutti i loro abitanti e visitatori, vedono la ripresa seppure numericamente ancora troppo bassa, di aziende agricole, in particolare vocate al biologico.

Ecco io credo che studiare statisticamente il grande apporto che questi comuni danno al mantenimento dell’ equilibrio ambientale e che possono dare gestendo al meglio le risorse forestali e agricole locali, aiuterebbe anche a capire meglio il contributo dei piccoli e medi comuni alla bellezza del paesaggio nazionale.

Marina Castaldini

Foto di Fabio Menichini

Foto di Fabio Menichini

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