Caporalato: finalmente firmato un protocollo per combatterlo

14 luglio 2016

Il caporalato è una piaga delle nostre campagne, nostre nel senso di italiane: purtroppo sempre più spesso si scoprono situazioni di sfruttamento, nella raccolta di frutta e ortaggi, che vedono come vittime i migranti.

Alcuni passi per combattere questa situazione sono già stati fatti negli ultimi anni: è stato istituito e formalmente riconosciuto il reato di caporalato, diversi procedimenti legali nei confronti di “caporali” sono stati avviati ma tanto occorre ancora fare.

La situazione è complessa e sicuramente occorre un forte impegno da parte di tutti, istituzioni e cittadini, affinché cambi ma un altro grande passo è stato fatto di recente: è del 27 maggio 2016, infatti, la firma del “Protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura”. Il documento è stato sottoscritto insieme ai ministri dell’Interno Angelino Alfano e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina: centrale, in esso, l’obiettivo di far crescere e strutturare la rete di tutti i soggetti interessati che potranno, collaborando, realizzare progetti concreti contro al fenomeno del caporalato, progetti che porteranno nello stesso tempo a un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.

Il Ministro Poletti ha commentato la presenza dei numerosi firmatari sottolineando che si tratta di una bella alleanza contro il caporalato: è infatti importante che tutte queste forze che si battono per la legalità e per un giusto trattamento delle condizioni di lavoro inizino davvero a fare rete, a collaborare, perché solo unendoci riusciremo davvero a cambiare rotta.

Come Sindaco di Melpignano (Le), penso che questo sia un passo di grande rilevanza, una battaglia che da sempre porto avanti con la mia amministrazione e la mia comunità. Già nel 2013, infatti, nel nostro piccolo paese abbiamo presentato il libro “Ama il tuo sogno” di Yvan Sagnet, il “bracciante rivoluzionario” che porta avanti un’importante lotta per il riconoscimento, ai braccianti agricoli extracomunitari, dei diritti essenziali e di diritto al lavoro.

È stato un piccolo ma importante segno nell’ottica della sensibilizzazione: il caporalato si sconfigge anche parlandone, spiegando che è più presente di quanto si pensi, chiedendone con insistenza la denuncia ogni qualvolta ne si viene a conoscenza.

Anche in altri contesti italiani ho avuto modo di vedere azioni virtuose in questo senso. A Saluzzo, per esempio, borgo autentico della provincia di Cuneo, da anni il Comune si coordina con la Caritas locale e con altre associazioni del territorio per gestire al meglio il flusso di migranti che nella stagione estiva raggiunge il paese per lavorare al raccolto della frutta. La situazione anche lì non è semplice ma, lavorando tutti insieme, i risultati si vedono. È un ottimo esempio da seguire, la dimostrazione che le cose possono cambiare.

La firma del protocollo ci dà una speranza in più, un altro strumento per portare avanti la nostra battaglia verso i diritti e la legalità. Ma non possiamo fermarci: occorre continuare a lavorare, tutti insieme, per ribaltare un sistema perverso e riportare i diritti ai lavoratori. A tutti i lavoratori.

Ivan Stomeo, Presidente Borghi Autentici d’Italia

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