Sviluppare le aree interne con il digitale

3 agosto 2017

Le aree interne stanno diventando sempre di più le protagoniste del futuro italiano, senza le quali il sistema paese non può guardare allo sviluppo. Nello stesso modo sta crescendo sempre di più la consapevolezza che l’Italia necessiti una maggiore penetrazione del mondo digitale e che per essere competitivi a livello europeo, si debbano fare grandi investimenti e quindi grandi passi in avanti, proprio su questo tema.

Il problema maggiore è dato proprio dal digital divide che ha sempre caratterizzato non solo il nord e il sud della Penisola, ma anche le aree interne e le città. C’è chi dice che il digitale sia l’unica via per lo sviluppo del Paese e proprio di questo si è parlato nell’ultimo Forum delle Aree Interne tenutosi nel borgo autentico di Aliano, lo scorso maggio. La domande che gli Amministratori e gli stessi cittadini delle aree interne si pongono è la seguente: è possibile sviluppare le aree interne con il digitale? In che modo?

La risposta non è di certo semplice, ma è necessario scendere nel dettaglio per capire quali sono i reali benefici che il digitale può portare ai territori, e quali sono le condizioni necessarie affinché possano svilupparsi progetti integrati di area vasta. 

Il digitale e l’innovazione generano sviluppo

L’innovazione tecnologica è l’unico modo per diminuire le distanze e per far sentire anche le aree interne, un po’ più vicine alle città. Riducendo le distanze, si generano automaticamente le soluzioni necessarie che rispondono ai problemi che affliggono le città stesse, come il sovrappopolamento, il degrado delle aree periferiche, il traffico e l’inquinamento, solo per citarne alcuni. Le aree interne possono essere la soluzione a tali problematiche nel momento in cui riescono a fornire i servizi necessari alle persone.

Il digitale può essere a sua volta la risposta a numerosi problemi che presentano le aree interne, come appunto la mancanza di servizi alla persona, la mancanza di assistenza e appunto, la connettività. La forza dell’innovazione tecnologica è che può essere applicata a tutti i campi, non solo quindi alle scuole, ma anche ad esempio ai servizi sanitari (come ad esempio il fascicolo sanitario), ai servizi di teleassistenza, alla mobilità, al supporto per lo sviluppo di nuove imprese. Se fosse applicata a tutti questi campi, l’innovazione tecnologica avrebbe già risolto gran parte dei problemi che affliggono le aree interne, generando quindi uno sviluppo economico. Non c’è dubbio quindi che il digitale serva, anzi sia obbligatorio per lo sviluppo delle aree interne, ora però bisogna capire come fare.

 

Come far penetrare il digitale nelle aree interne

Durante il Forum di Aliano si è discusso di come portare il digitale nelle aree interne e nei borghi, seppur le risposte non siano semplici, sono stati messi in campo diversi elementi fondamentali da cui partire.

Prima di tutto è necessario ripensare a una maggiore coesione tra le aree centrali e quelle periferiche, condizione senza la quale non può esserci sviluppo. Si devono superare i campanilismi attraverso la realizzazione di progetti integrati di filiera, che solo i sistemi digitali possono agevolare.

Inoltre, la riorganizzazione dei servizi ai cittadini, alla Pubblica Amministrazione e alle imprese, deve necessariamente unire i programmi nazionali di digitalizzazione (es. fascicolo sanitario, PagoPA) con altre opportunità legate agli specifici territori. Le risorse economiche per rendere concrete le soluzioni tecnologiche, per migliorare la vivibilità e il benessere dei territori non mancano: è importante in questo senso essere aggiornati e cercare di sfruttare quanti più finanziamenti possibili provenienti dai fondi europei, da quelli nazionali e regionali, superando anche in questo caso i campanilismi, perché solo facendo rete, si può fare la differenza.

Per le comunità delle aree interne è importante inoltre trovare player tecnologici che siano in grado di studiare soluzioni specifiche per il territorio stesso, che ha esigenze diverse rispetto alle città. Non va bene infatti un consulente o un’azienda che sia abituata a lavorare solo in contesti urbani, perché troverebbe soluzioni non efficaci per il contesto in cui si trova.

Per quanto riguarda le scuole, in molte parti d’Italia l’istruzione è già stata interessata dal digitale, ma ora è fondamentale sviluppare nuovi modelli didattici, come le smart schools, i FabLab, i laboratori audiovisivi e multimediali, insieme a strumenti di divulgazione tecnologica come le smartTV.

Infine, per far sì che il digitale penetri all’interno dei territori e delle comunità locali, si può pensare anche di innestare negli Enti locali alcuni nativi digitali e se possibile, anche qualche digital manager che supporti i Sindaci e le Amministrazioni, nella definizione di un percorso di innovazione tecnologica. 

Buone pratiche dai borghi

Per capire come avviare processi virtuosi sui territori, è importante conoscere alcune buone pratiche, già messe in atto per migliorare la vivibilità e rilanciare l’economia dei borghi. Per questo vi presentiamo 4 esempi virtuosi, di cui tre sviluppati proprio sui territori dei Borghi Autentici:

  • Aliano, in Basilicata, è il paese di Carlo Levi e oltre ad essere immerso in un paesaggio unico caratterizzato dai calanchi, purtroppo è anche uno dei borghi italiani che rischia lo spopolamento. Lo scorso maggio ha ospitato però il Forum delle Aree interne, durante il quale sono state gettate le basi per creare community delle Aree Interne. In sintesi l’idea prevede la realizzazione di una piattaforma di confronto che servirà per condividere iniziative, progetti e buone pratiche. Le comunità potranno quindi mettere in comune le esperienze locali con l’obiettivo di raggiungere congiuntamente i risultati prefissati;
  • A Berceto, sull’Appennino Tosco-Emiliano, è stato recentemente inaugurato Cowo02, un coworking di montagna. L’ufficio turistico aveva registrato numerosi problemi di apertura, a causa della mancanza di risorse e del personale. Così è stato rilevato da un’associazione di ragazzi con l’obiettivo di tornare a far vivere il borgo come una destinazione turistica. L’ufficio turistico è diviso in due parti: il piano terra in cui si possono recuperare informazioni sul territorio e sulle esperienze da vivere, mentre il piano superiore è un vero e proprio coworking, dotato di connessione internet, che può ospitare professionisti in cerca di un ambiente di lavoro diverso dalla solita città, che magari decidano anche di trascorrere le proprie vacanze in quota;
  • L’app Passaborgo, realizzata nell’ambito del progetto Borghi – Viaggio Italiano, permette di viaggiare tutta l’estate attraverso i borghi italiani aderenti all’iniziativa, selezionandoli sulla app. Ogni volta che si visita un borgo si ottiene un timbro digitale e si hanno a disposizione sconti e agevolazioni;
  • A Pietralunga si può navigare in internet anche in piazza, grazie a un sistema di connessione che permette al borgo di essere digitale non solo all’interno delle strutture, ma anche all’esterno. In questo modo si stimolano gli ospiti a condividere le proprie esperienze in tempo reale mentre visitano il borgo e si offre l’opportunità di vivere la piazza.

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