La storia del bistoccu di Montresta raccontata dal sindaco Antonio Zedda

28 aprile 2018
bistoccu di montresta antonio zedda

C’è una bella storia che mette insieme tradizione, cibo e buone pratiche a favore della comunità. Questa storia viene dalla Sardegna, precisamente da Montresta, Borgo Autentico in provincia di Oristano, ed ha come protagonista il pane bistoccu.

Si tratta di una focaccia, fatta di farine di semola di grano tenero, grano zero, che durante la cottura viene spaccata, viene aperta in due, smollicata e poi ricotta. Per questo si chiama bistoccu, che in sardo è come biscotto, ossia cotto due volte.

Per fare il bistoccu a Montresta è nato un panificio  fatto dal Comune e dato in gestione, attraverso un bando di gara, a una società privata, dove da maggio a ottobre lavorano 15 persone.

Questo è un modo per preservare la nostra tradizione gastronomica e questo prodotto è ormai distribuito nei negozi e nei supermercati di tutta Italia, anche a Milano, Torino, Bergamo.

Il bistoccu di Montresta era il prodotto che i nostri nonni portavano in campagna e qui veniva bagnato con qualche goccia d’acqua, oppure consumato croccante così com’è, o utilizzato per fare dei crostini, se non semplicemente mangiato così come si fa con i crackers, insieme a pomodoro, olio, origano, mozzarella, altrimenti insieme al formaggio dolce o piccante.

È un prodotto della nostra tradizione che si presta ad essere conservato parecchio nelle case; per cui anche d’inverno, quando si mangiano altri tipi di pane (che in Sardegna abbiamo in abbondanza, soprattutto pane di semola), nel caso finisse il pane abbiamo questa alternativa che all’occorrenza può essere usata come letto per delle zuppe di pesce: arselle, cozze, etc.

Quella del Panificio Fancellu & C. è stata, come detto, un’iniziativa voluta dal Comune di Montresta: vuoi per conservare la tradizione di questo prodotto, vuoi per dare la possibilità a 15 persone di lavorare in questa produzione. E vi lavorano tutte queste persone perché buona parte della lavorazione viene fatta a mano.

L’apertura del bistoccu viene fatta da un operatore con un coltello, e il taglio deve essere eseguito alla perfezione in modo da non infilare la lama all’interno perché altrimenti lo rovina; quindi, una volta aperto, viene smollicato a mano e poi infornato di nuovo.

Un progetto nato attraverso i fondi di una legge regionale destinata sia ad iniziative di questo tipo e sia a creare occupazione; abbiamo così presentato un nostro progetto, utilizzando circa 800 mila euro, somma con cui siamo riusciti a dare lavoro a quindici-venti persone, e a conservare una specialità della tradizione gastronomica del nostro Borgo Autentico. Questa legge permetteva di creare posti di lavoro, ed il tutto è partito dalla lunga tradizione storica del paese, dove si è da sempre realizzato il bistoccu a mano, prima nelle famiglie, poi in piccolo panificio artigianale, ed adesso grazie a questa iniziativa si è riusciti a creare occupazione per più persone e questo serve a far conoscere il bistoccu in tutta Italia.

di Antonio Zedda, sindaco di Montresta

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