A Bassiano (Lt) il riconoscimento di “Città che legge”

5 giugno 2018
bassiano citta che legge

Il borgo laziale ottiene, per il 2018-19, la qualifica di comune attivamente impegnato a promuovere la cultura libraria, e si prepara a firmare il Patto locale per la lettura.

Una città che legge è una città curiosa, vivace, desiderosa di crescere. Sono queste le doti su cui Bassiano ha puntato, scegliendo di dedicarsi alla diffusione della lettura nella propria comunità ed arrivando a conquistare il titolo di “Città che legge 2018-2019”. Così, essendo entrata a pieno regime tra i comuni impegnati ogni anno nel progetto ministeriale di promozione della cultura libraria, il Borgo Autentico in provincia di Latina si accinge a firmare il Patto locale per la lettura.

L’ITALIA E LA LETTURA. Tutto nasce dal progetto di promozione della lettura voluto dalla Presidenza della Repubblica e portato avanti dal MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) incentivato dal Centro per il Libro e la Lettura e dall’ANCI (sezione Comuni entro i 5000 abitanti). Piano che si inserisce in un contesto nazionale dai contorni preoccupanti: l’Italia è sotto la media OCSE, piazzata tra il 26° e il 34° posto nel ranking complessivo tra i 65 paesi che hanno partecipato alla rilevazione internazionale compiuta dall’OCSE PISA 2012 (Programme for International Student Assessment).

Il dato è sconcertante: un quinto degli studenti italiani 15enni si trova sotto la soglia critica delle competenze minime necessarie per poter fare della lettura un’attività funzionale.

LA SFIDA DI BASSIANO. In un quadro di tali criticità, tra gap da colmare con altri Stati e un’emergenza lettura che influisce sulla capacità di comprensione del testo, Bassiano si è messa in mostra negli ultimi due anni partecipando al progetto ministeriale e insistendo sulla diffusione della lettura soprattutto tra i più giovani.

Il Comune di Bassiano ha quindi stimolato i ragazzi che frequentano le scuole dell’obbligo, ma anche quelli che hanno interrotto gli studi, tramite un programma concreto di diffusione della promozione della cultura libraria come valore affermato, capace di incidere sulla qualità della vita sia individuale che collettiva.

Una sfida che il piccolo borgo laziale porta avanti da decenni e che in ultimo ha fatto sì che la città dell’umanista Aldo Manuzio ottenesse, per il 2018-19 e dunque per il secondo anno consecutivo, la qualifica di “Città che legge”.

IL RICONOSCIMENTO E IL PATTO. La qualifica di “Città che legge” garantisce agli abitanti di quel comune l’accesso ai libri e alla lettura – attraverso biblioteche e librerie; la possibilità di ospitare festival, rassegne o fiere che mobilitano i lettori e incuriosiscono i non lettori, e di partecipare a iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni.

Questo titolo permette l’adesione ad uno o più dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura (Libriamoci, Maggio dei libri, In vitro), un istituto autonomo del MiBACT che dipende dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali e che svolge una specifica attività di promozione del libro italiano, della lettura e della filiera editoriale; la “Città che legge” si impegna, infine, alla stipula di un Patto locale per la lettura che preveda una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per realizzare pratiche condivise al fine di supportare la cultura libraria in Italia.

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