“Alla luce del sole”, un progetto contro il caporalato

14 luglio 2016
caporalato

caporalato s. m. [der. di caporale] – Forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera, spec. agricola, attraverso intermediarî (caporali) che assumono, per conto dell’imprenditore e percependo una tangente, operai giornalieri, al di fuori dei normali canali di collocamento e senza rispettare le tariffe contrattuali sui minimi salariali.

Così Treccani definisce il caporalato, piaga che ha ancora radici profonde nelle nostre campagne e che soprattutto in questi mesi estivi esce allo scoperto. Vuoi perché i raccolti che più attirano questa tipologia di sfruttamento sono prevalentemente estivi. Vuoi perché il caldo e i ritmi inumani di lavoro mietono sempre vittime e allora per qualche giorno se ne parla: giornali, televisioni, social network, il caporalato riemerge per poi tornare nel silenzio. Nonostante ciò – nonostante ci sia ancora moltissimo da fare, tutti insieme, istituzioni e cittadini – per combattere questa situazione e cambiare veramente le cose, qualcosa sta succedendo e si viene a conoscenza di buone pratiche che possono diventare un esempio da seguire, imitare, diffondere. “Alla luce del sole” è una di queste. Il progetto, realizzato dal Movimento Cristiano dei Lavoratori e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stato ufficialmente presentato l’8 giugno e ha preso il via il 1 luglio, in questa prima fase solo in alcune regioni pilota – Puglia, Campania e Calabria – per poi estendersi, in un secondo momento, a tutto il territorio nazionale. Si tratta di un percorso che si inquadra nella legge 383/2000 istitutiva delle associazioni di promozione sociale e che affonda le sue basi nella lotta contro alcune grandissime problematiche della nostra società, dalla criminalità organizzata allo sfruttamento del lavoro, dalla violazione dei diritti dei migranti alla violenza vera e propria che li rende vittime di un sistema perverso e purtroppo ancora molto potente. Stefano Ceci, responsabile del progetto, spiega che “Alla luce del sole” si muoverà su due direttrici principali: da una parte, verrà realizza un’azione di informazione capillare e strutturata ai lavoratori, ai datori di lavoro e alla cittadinanza, perché la sensibilizzazione verso il problema è il primo passo affinché la questione non rimanga nel mondo del sommerso; dall’altra, verranno attivati sportelli sul territorio che avranno come obiettivo fondamentale la tutela dei lavoratori.

«Un progetto – afferma Ceci – attraverso il quale il MCL ribadisce il suo fermo ‘No’ al sommerso in agricoltura, allo sfruttamento dei nuovi schiavi, soprattutto immigrati, e per contro, riafferma la difesa dei diritti umani a tutto tondo».

Si tratta sicuramente di un ottimo inizio, un’azione concreta che coinvolge sia le istituzioni che le comunità e in questo modo, agendo su questo doppio binario, può arrivare ad avere un impatto decisivo sulle condizioni di vita e di lavoro dei migranti (e non solo) impiegati, spesso è più corretto dire sfruttati, nel nostro settore agricolo.

Valeria Zangrandi, Redazione Borghi Autentici

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